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Diluvio di fuoco

Postato in I LIBRI DEL MESE il September 21, 2015 da admin01 – 13 Comments

Diluvio di fuoco 05_esecutivo Snob1839. Quando il governo di Pechino inasprisce i divieti per mettere fine al contrabbando di oppio, la tensione tra la Cina e la Gran Bretagna si fa insostenibile e scoppia la guerra.
Con il conflitto alle porte il soldato indiano Kesri Singh non ha dubbi: abbandonerà l’esercito delle Indie orientali per guidare fino a Canton un battaglione di volontari che lotterà fedelmente a fianco dell’Impero Britannico contro i cinesi. Con un po’ di fortuna, potrà mostrare a tutti il proprio valore.
Ancora Kesri non sa che il destino ha in serbo per lui un avventuroso viaggio su una nave, la Hind, in compagnia di Zachary Reid, un giovane marinaio in miseria che sta cercando l’amata Paulette, di Mr. Mee, ufficiale dell’Impero Britannico, e di Shireen Modi, vedova di un mercante partito da Bombay alla volta di Canton con un carico di oppio e mai più tornato.
E mentre i cinesi assumono tra le loro fila tre lascari, i leggendari marinai musulmani, per imparare i segreti dell’arte della navigazione che consentirebbe loro di colmare il divario tecnologico con le navi occidentali, il «raja» Neel, sfuggito alle catene, cerca di ricostruirsi una vita prima come stampatore e poi come consigliere del Commissario cinese Lin.
Tra battaglie, amori inaspettati e dimostrazioni di coraggio e fedeltà, la guerra si avvia a una svolta decisiva sotto la guida del capitano della Marina inglese Charles Elliot, che ha un piano per costringere la Cina ad arrendersi e a cedere all’Inghilterra il possesso di Hong Kong.
Ultima parte della «trilogia dell’Ibis» dedicata alla nascita dell’India moderna (iniziata con Mare di papaveri e proseguita con Il fiume dell’oppio), Diluvio di fuoco è un romanzo senza precedenti. Solo uno scrittore dell’intelligenza di Amitav Ghosh poteva immaginare di scrivere un romanzo ambientato nell’Ottocento per mandare un messaggio di libertà, di progresso e di tolleranza così attuale.

«Una delle voci più originali e importanti della letteratura indiana di lingua inglese».
Irene Bignardi, la Repubblica
«Il valore di uno scrittore calmo e ardito allo stesso tempo. La maestria nell’intrecciare conoscenza e avventura».
Goffredo Fofi
«Cantore dell’anima del subcontinente indiano».
TTL- la Stampa
«Un’idea letteraria geniale, affidata a una lingua di grande suggestione».
Giuliano Boccali, il Sole 24 Ore
«Un’opera grandiosa, con centinaia di piccoli e grandi personaggi che si muovono nelle regioni del sud-est asiatico».
Il Foglio
«Una storia epica ambientata a Canton: tra fumatori, mercanti e marinai».
Sette, Corriere della Sera
«Un romanzo bello e di grande respiro».
Il Manifesto
«Un autore colto, animato da una forte curiosità verso i meccanismi più profondi della storia».
Mucchio
«Un’avventura a trecentosessanta gradi, con un’energia e un respiro degni di Dickens».
Sunday Telegraph

Traduzione di Anna Nadotti e Norman Gobetti
704 pagine
19 euro
ISBN 9788854502222
Le Tavole d’Oro

Amitav Ghosh è nato a Calcutta nel 1956, ha studiato a Oxford e vive tra la sua città natale e New York. Considerato «uno dei più grandi scrittori indiani» (la Repubblica), è autore di Il fiume dell’oppio (Neri Pozza 2011 ), Lo schiavo del manoscritto (Neri Pozza 2009), Mare di papaveri (Neri Pozza 2008), Il cromosoma Calcutta (Neri Pozza 2008), Il palazzo degli specchi (Neri Pozza 2007), Circostanze incendiarie (Neri Pozza 2006), Il paese delle maree (Neri Pozza 2005).

http://www.amitavghosh.com/

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