Belgravia

Belgravia 01

Nel giugno del 1815, Bruxelles appare en fête, con le affollate bancarelle nei mercati e le carrozze aperte pitturate a colori vivaci. Nessuno immagina che l’imperatore Napoleone sia in marcia, pronto ad accamparsi sul limitare della città da un momento all’altro. La diciottenne Sophia Trenchard, tipica bellezza inglese bionda dagli occhi azzurri, non ha alcun interesse per le questioni belliche; i suoi pensieri sono rivolti a Lord Edmund Bellasis, erede di una delle famiglie più importanti della Gran Bretagna, che le ha appena procurato gli inviti per il ballo della duchessa di Richmond.
La guerra ha alterato gli schemi, permettendo di tralasciare le solite regole, e l’ambiziosa Sophia è intenzionata a non lasciarsi sfuggire questa occasione, insperata per una ragazza con i suoi natali.
Suo padre, James Trenchard, è «il Mago», un abile commerciante che fornisce pane e birra ai soldati. Partito da una bancarella a Covent Garden, grazie a un vero talento per gli affari, ha compiuto una vertiginosa scalata sociale, spinto dall’insopprimibile desiderio di appartenere al bel mondo. Anne, la moglie di James, sembra essere l’unica della famiglia Trenchard ad aver conservato un po’ di buon senso e a ostacolare l’unione tra la figlia e Edmund Bellasis, anche se questo significa scontrarsi con il marito, che vede in questa relazione un mezzo per entrare a fare parte dell’alta società. Durante il ballo un aiutante di campo irrompe nella sala recando con sé una missiva che attira all’istante l’attenzione dei presenti. Le truppe francesi hanno oltrepassato il confine e gli ufficiali inglesi, le uniformi da gala ancora indosso, vengono richiamati ai propri reggimenti. Le sale piene di fiori, tanto profumate ed eleganti a inizio serata, diventano teatro di strazianti scene di commiato, com- preso quello tra Sophia e Lord Bellasis, ignari della piega che sta per prendere la loro vita. Venticinque anni dopo i Trenchard, tornati in Inghilterra, vivono a Belgravia, un quartiere di nuova costruzione edificato da James, che ha fatto fortuna nel campo dell’edilizia. Non lontano da loro sorge la dimora dei conti di Brockenhurst, i genitori di Edmund Bellasis. Le due famiglie appaiono tanto distanti per estrazione sociale quanto unite da un segreto diventato oggetto di un curioso interesse nei salotti londinesi, scatenando i pettegolezzi della servitù e mettendo in moto una catena di eventi non privi di colpi di scena e rivelazioni. Con uno stile impeccabile, tra personaggi irresistibili e descrizioni magistrali, Fellowes – già autore dell’acclamato Downton Abbey – ha scritto un romanzo che, con sagacia e ironia, affronta le tensioni tra le nuove famiglie benestanti e la vecchia aristocrazia nell’Inghilterra vittoriana.

«Fellowes sa come creare personaggi memorabili. Manovrando un cast di protagonisti dell’upper class, Fellowes popola i suoi romanzi di canaglie affettuosamente grottesche, acidamente descritte dal narratore per il sommo divertimento dei lettori».
Peter Burton, The Daily Express

«Un nuovo avvincente romanzo sull’upper class inglese».
The Times

Traduzione dall’inglese di Simona Fefè
Euro 17,00
304 pagine
EAN 9788854512368
I NARRATORI DELLE TAVOLE

Julian Fellowes è vincitore di un Oscar per la sceneggiatura del film Gosford Park e di un Emmy Award per la sceneggiatura di Downton Abbey. È anche uno dei più famosi attori britannici, coprotagonista, insieme con Jeremy Irons, di Il Danno, al fianco di Pierce Brosnan in Tomorrow Never Dies e di Anthony Hopkins in Shadowlands. Tra i suoi romanzi Snob e Un passato imperfetto, entrambi bestseller.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.7/10 (6 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)
Belgravia, 5.7 out of 10 based on 6 ratings
  1. Stefania Sorbara ( Torino ) says:

    Julian Fellowes, in un’intervista, si dichiara estimatore dell’800 inglese e leggendo “Belgravia” il dubbio che lui stesso appartenga a quel secolo, sorge. Perchè “Belgravia” è un romanzo d’appendice ottocentesco in piena regola: non una parodia (come il godibilissimo Rodderick Duddle di Michele Mari) nè un’imitazione, ma un romanzo che si propone con serietà nella scia di Dickens, comparendo persino a puntate (digitali) come vuole tradizione.
    Ci sono tutti gli ingredienti: i buoni-buoni  (generosi nella vittoria anche contro i cattivi), i cattivi-cattivi, i cattivi-redenti, l’orfanello in procinto di ritrovare nome, ricchezze e nobiltà, il cugino che ne insidia i diritti, le giovani sedotte, i sotterfugi, la servitù che trama nell’ombra, il tutto inserito in una cornice edificante dove largheggia il perdono e la bontà e la correttezza sono sempre ricompensate.
    Una ricetta poco appetibile al mio palato, se si parla di libri, ma ancora apprezzabile, se si parla di film. “Belgravia” tuttavia manca, per me, del fascino di un “Downton Abbey”, sia per la complessità necessariamente sacrificata di un singolo rispetto a una serie, sia per la minor brillantezza dei dialoghi.
    Quel che è certo è che aspetterò con curiosità e interesse i prossimi cimenti del Fellowes sceneggiatore, visto che, sempre in intervista, si rammarica dell’oblio calato su due capisaldi dell’800 inglese: la Eliot e la Gaskell (omaggiata in “Belgravia”, col riferimento all’opificio di Charles a Manchester). Un rammarico che condivido in pieno.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  2. Sabrina Di Agresti says:

    Sabrina Di Agresti – Torino ( n. Roma)

    Julian FELLOWES

    Julian Fellowes, nome completo Julian Alexander Kitchener-Fellowes, Barone Fellowes di West Stafford è nato a Il Cairo il 17 agosto 1949, è un attore, sceneggiatore e scrittore britannico.
    Nel 2002 ha vinto l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale per il film Gosford Park. Sempre per lo stesso film venne candidato anche ai Golden Globe 2002 ed ai Premi BAFTA 2002.
    Nel 2011 ha vinto un Premio Emmy per la miglior sceneggiatura per un film, miniserie o speciale drammatico per Downton Abbey.
    Romanzi ; Snob (2004), Un passato imperfetto (2009)
    Julian Fellowes ha una coscienza critica.
    Segue in modo temporale i fatti come si sono svolti , dalla nascita di Charles, alla sua vita adulta, intervallando le sue vicende con quelle delle famiglie Bellasis , Broke e Templemore .
    Si ritrovano , in tutto il romanzo, il senso di lealtà e la sincerità di Charles, il protagonista.
    Il periodo : inizi del 1800 , a Londra .
    Il romanzo comincia con un ricevimento , una data importante , il 15 giugno 1815 a Bruxelles.
    PERSONAGGI :
    La giovane Sophia dai capelli rossi e Jane la sua domestica .
    Il padre di Sophia, James Trentchard ufficiale corpulento , sui 40 anni .
    Anne, la moglie di James Trentchard , figlia di un insegnante e la sua cameriera Ellis
    Molto importante il ruolo dei domestici che, vivendo con le famiglie, scoprono e convivono con segreti, di cui cercano di venirne a parte .La riservatezza e la professionalità di alcuni sono contrapposte alla perfidia , ai pettegolezzi e alla cupidigia di altri.
    Ma non vi è segreto che possa ritenersi e mantenersi tale, quando il denaro entra in causa .
    Oliver, fratello di Sophia , sposato con Susan .
    Altri personaggi sono riportati , per maggior chiarezza, nella seguente tabella .

    “Fu con il cuore pesante che si sedette accanto al fuoco nella sua grande poltrona di pelle cercando di leggere un po’ di Plinio. Preferiva il Vecchio al Giovane . poiché amava indugiare tra gli eventi della storia e della scienza , ma quel pomeriggio le parole più che spiccare dalle pagine , gli nuotavano davanti agli occhi . Era tornato sullo stesso paragrafo 3 volte “.
    La passione per lo scrittore è per la ricerca storiografica non solo su luoghi e vicende dell’epoca napoleonica , ma per il giardinaggio, le opere letterarie .
    I luoghi e le citazioni sui nomi delle famiglie aristocratiche e contee inglesi creano la cornice al romanzo al cui centro vi è Sophia , ragazza che pensava di essere stata ingannata dal giovane avvenente .
    La vicenda del bambino adottato e tenuto segreto, le differenze tra classi sociali , cuciono una trama fitta di avvenimenti che fanno indugiare il lettore sulla pagina e su quella successiva e quella dopo ancora. Un avvicendarsi in un vortice di curiosità che mi ha appassionato.
    La famiglia di Sophia avrebbe anche e quasi tollerato una gravidanza , se fosse stata per il figlio maschio, ma per la figlia femmina , quello, non lo avrebbero proprio tollerato. .
    Sophia muore di parto lontana e abbandonata , quasi dovesse scontare una colpa che non aveva .
    Presenti anche i tempi dell’avidità e dell’inganno.
    E’ Belgrave Square il luogo dei ricevimenti , delle feste sontuose , il Palazzo residenza dei Nobili , quasi una reggia, di corridoi e scalinate dorate , da sale da pranzo ammannite e magnifiche ,della dinastia Brokenhurst.
    Acuta la tempra di due donne quali Lady Caroline e Lady Anne . La seconda disprezzata per essere consorte di un commerciante, definito il Mago.
    I banchetti sono descritti in modo divertente come l’India delle piantagioni di cotone, raccontata da Charles a Maria .
    Ai tempi della giovane Regina Vittoria era molto difficile poter entrare al British Museum .
    Nell’ingresso vi era posta la statua del suo fondatore medico e naturalista Sir Hans Sloane, poi sostituita da quella di Darwin .
    I nobili con i loro vizi: i giochi a carte , le puntate ai cavalli, i clubs esclusivi, debosciati cosparsi di profumo, delle mogli annoiate che accendono il camino anche in estate , parlano con un linguaggio spiritoso e arguto.
    “Sono davvero un bugiardo coi fiocchi . Non l’avrei mai creduto ma è chiaro che posso guardare un uomo negli occhi e mentirgli con la stessa facilità con cui scrivo il mio nome . Impariamo qualcosa di noi stessi ogni giorno che passa. “

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)
  3. Alessandra (Padova) says:

    Belgravia è il primo romanzo che leggo di Fellowes, che conoscevo solamente come sceneggiatore. Sono da sempre innamorata dell’Inghilterra del diciannovesimo secolo e ho amato moltissimo Gosford Park e soprattutto Downton Abbey, perciò era quasi impossibile per me non amare questo libro. Ben scritto, accurato, simpatico, Belgravia è davvero una buona lettura, sempre pacata ma mai noiosa. Nel frattempo ho anche letto Snob (sempre di Fellowes, sempre Neri Pozza), che è forse ancora più bello e coinvolgente, e mi trovo davvero in sintonia con questo autore e con il mondo che descrive con tanta arguta precisione, con uno stile impeccabile, con un affettuoso cinismo che è difficile non amare.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  4. Barbara Rosai (torino) says:

    Questa volta Neri Pozza ci ha proposto un vero e proprio titolo di tutto riposo da leggere sotto l’ombrellone.
    Fellowes non si smentisce, riconfermandosi mastro intrattenitore e sommo celebratore di una certa tradizione britannica. Squadra che vince non si cambia e ecco riproposti gli stessi temi presenti nella sceneggiatura di Gosford Park ed esplosi nel tripudio planetario di Downton Abbey.
    A Fellowes non interessa inserire nei propri lavori una critica storica obiettiva.
    La Storia è analizzata, normalizzata e ricondotta all’intrattenimento.
    Le citazioni dei grandi classici della letteratura sono un ordito comodo su cui intrecciare storielle piuttosto scontate.
    Ho decisamente rimpianto il romanzo che ci è stato proposto la scorsa estate:un autore giapponese, un’opera particolare e insolita: Radio imagination.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  5. Claudio says:

    In “Belgravia”, già nell’incipit Fellowes ci spiega cosa ci aspetterà, nella migliore tradizione del feuilleton. La storia è ricca di personaggi ottimamente definiti, con sentimenti e comportamenti assolutamente lineari, situazioni e intrighi facilmente riconoscibili, ruoli e classi sociali ben distinte. In un ottocento inglese di maniera, una storia ben scritta e godibile, che scorre liscia e rassicurante fino al’epilogo happy end, senza però alcun cenno di ironia, di critica o di umorismo che pur si sono visti in, ad esempio, Gosford Park. È stata per me una lettura estiva piacevole e disimpegnata, che però ha subito il fascino di un altro libro Neri Pozza, letto in contemporanea, che mi ha appassionato ed emozionato molto di più, “Aspettando Bojangles” di Olivier Bourdeaut.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 2.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  6. ida poletto says:

    ho letto d’un fiato downtown Abbey…come non amare questo romanzo che è già una sceneggiatura di successo…lettura estiva piacevolissima fin troppo disimpegnata…a distanza di un mese già ricordo poco dei molti personaggi, della bella ambientazione 800 inglese , dell’happy end annunciato, della scrittura così ben costruita e rodata…forse con un po’ più di ironia e di sano cinismo avremmo raggiunto gosford park…

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)
  7. francesco book club di Roma says:

    Negli anni passati ho avuto il piacere di leggere dello stesso autore SNOB e UN PASSATO IMPERFETTO e quindi sapevo a cosa stavo andando incontro. Infatti ho avuto il piacere di leggere ancora una volta un bella storia con personaggi definiti molto bene e ambientazione ben caratterizzata .
    Un intrigante libro estivo.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  8. Barbara Lacchini says:

    Downton Abbey è senz’altro più avvincente, almeno secondo me; anche Belgravia, però, regala un intreccio accattivante, una nutrita e variopinta passerella di personaggi e un finale da leggere tutto d’un fiato! Una lettura estiva molto piacevole.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  9. angela - padova says:

    Ammetto : non ho mai visto Downton Abbey. Dalla lettura di questo libro me lo prefiguro come un polpettone ben costruito per catturare, e non liberare mai più, un folto pubblico televisivo. La stessa cosa mi è successa leggendo tutto d’un fiato questo libro. Mi ha coinvolto e fino alla fine non mi ha mollato più. Per questo mi sento di fare i complimenti, gli unici, all’autore. Scrittura, tecnica, aspettative, suspance…operazione riuscita.
    Non sono amante del genere perciò quello che posso dire è che, al di là, e mi ripeto, della buona riuscita del prodotto, il libro mi è sembrato davvero grottesco. Troppo di tutto. Figli rinnegati poi divenatti nobili, figli di padri amanti, tradimenti, i cattivi davvero cattivi, i buoni, gli accordi segreti….il lieto fine ! Glicemia alle stelle.
    Mi è piaciuta Anne Trenchard, forse per solidarietà : tempi, luoghi e classe sociale non fanno la differenza. Le madri sono sempre ( o quasi sempre ) “sul pezzo”.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  10. Rita Centaro (Musicale Torino) says:

    So per certo che Belgravia è un elegante distretto nel cuore di Londra, circondato, da un lato, dai giardini di Buckingam Palace! So anche che i bellissimi palazzi bianchi con colonnati di Belgravia sono i più cari al mondo! Inoltre, ne ricordo il nome anche perché (concedetemi una nota frivola) ci ha abitato Sir Sean Connery!
    Detto ciò mi accingo con curiosità a leggere questo libro che ha per titolo “Belgravia” e per sottotitolo “Segreti e scandali nella Londra del 1840” e poiché “subisco” sempre il fascino antropologico delle epoche passate (dal 1800 fino agli anni 30/40 del ’900) mi immergo subito nella lettura!
    Il libro, ambientato in piena epoca vittoriana (epoca in cui per la borghesia, formata da industriali, importatori, commercianti, costruttori etc… cominciava la salita della scala sociale, mentre per la nobiltà iniziava un lento declino), è scandito in 11 capitoli, nei quali si intrecciano le vite di due famiglie protagoniste, di diversa estrazione sociale (all’epoca la separazione delle classi in Inghilterra era marcatissima): gli aristocratici Brockenhurst (cognome che mi riporta alla mente il romanzo di Tomas Mann “I Buddenbrook”, sottotitolo “Decadenza di una famiglia”, ambientato in Germania +- nello stesso periodo) e i borghesi Trenchard, che resteranno accomunate per trent’anni da un segreto!
    Tra gelosie, amori, tradimenti, ambizioni, ipocrisie, malvagità, avidità, scandali e vendette Fellowes traccia tutti i personaggi in modo ben definito, raccontando, con maestria, quei trent’anni attraverso dettagliate ambientazioni, tra intrighi ed indizi, dando ad ogni protagonista la possibilità, senza cadere nel noioso, di dare una spiegazione personale agli eventi accaduti.
    Accompagnandoci tra le strade di Belgravia e tra i vari ceti sociali, l’Autore esplora quel mondo pieno di apparenze e di convenienze, che contagia allo stesso modo gli aristocratici, i borghesi e la servitù (che, nel voltare le pagine, sembra quasi sentirla bisbigliare), perchè di quel mondo se ne può far parte solo attraverso il denaro!
    E come in ogni bel romanzo, protagonista assoluto è… l’Amore, naturalmente!
    Questo è il segreto che unirà per sempre i Brockenhurst ai Trenchard, Lord Edmund Bellasis a Sophia Trenchard e Charles Pope a Maria Grey.

    Parlando di strade poverissime e di case lussuosissime, di falsità e di grovigli, di personaggi amabili o detestabili, Julian Fellowes ha scritto Belgravia facendone un vero romanzo d’appendice.

    Da bravissimo sceneggiatore, attore e autore quale è, lo ha scritto sicuramente pensando di utilizzarlo come soggetto per una nuova serie televisiva, dopo l’amatissima Downton Abbey!

    Chiudo l’ultima pagina del libro ponendomi una domanda: “Quale sarà l’attore che impersonerà Charles Pope?”

    “Nient’altro importava, non più. Lei lo amava. E lui la ricambiava. Gli aveva conferito il titolo di innamorato. Non gli serviva sapere altro. Se gli avesse spezzato il cuore, ne sarebbe valsa la pena, anche solo per quel breve interludio. Non poteva prevedere cosa sarebbe accaduto, ma amava, riamato. Per il momento doveva bastare.”

    “Non l’avrei mai creduto, ma è chiaro che posso guardare un uomo negli occhi e mentirgli con la stessa facilità con cui scrivo il mio nome. Impariamo qualcosa di noi stessi ogni giorno che passa.”

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  11. Chiara Macconi Milano says:

    Dalle cronache di una magione aristocratica della campagna inglese – l’affascinante DowntonAbbey – ai quartieri alti e alteri della città, a Belgravia. Anche il tempo è diverso, si arretra nel Vittorianesimo con un inizio folgorante – il ballo a palazzo Richmond alla vigilia della battaglia di Waterloo, 15 giugno 1815.

    E nel primo capitolo c’è già tutta la forza e le caratteristiche del romanzo: aristocratici in decadenza, mercanti e commercianti in ascesa, abiti e crinoline, musica e cornamuse, le differenze sociali che pesano meno a Bruxelles di Londra, le abitudini, le conversazioni, i dialoghi brillanti, le battute ironiche sul luogo della battaglia, l’amor di patria e la goliardia, i maschi e le femmine, le uniformi di gala e lo sprezzo del pericolo. E la morte di quei bei giovani passati dalla sala da ballo al campo di battaglia con la stessa uniforme di gala…dando adito a tutto quel che può seguire in un generoso omaggio al romanzo vittoriano e tutti i suoi strumenti.

    Episodi memorabili come il primo accesso del nuovo ricco al circolo aristocratico, ambienti sontuosi, misteri e intrighi, la servitù col suo peso specifico ma pochissima traccia di povertà e forse poco amore sentimentale (che abbondava nella serie DowntonAbbey).

    Qui abbiamo un libro, ma allo stesso tempo un’innovazione editoriale: 10 capitoli e 10 puntate in una nuova tecnologica riproposizione di racconto seriale attraverso app.

    Una lettura piacevole, il racconto non si lascia deporre come nei migliori period drama.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  12. Nunzia says:

    Dopo aver letto il libro, avevo deciso di non scrivere nulla, ma, come una buona scolaretta, mi accingo a farlo lo stesso, anche se so che la mia recensione non sarà gradita all\\\\’editore. In poche parole il libro è decisamente brutto, banale, scontato e simile a tanti libri molto più piacevoli scritti nel secolo precedente. Si legge con fatica. Non c\\\\’è personaggio o vicenda che emozioni o almeno susciti qualche sentimento… tutto è deja vu… ma molto deja vu. e noia, sotto lo sforzo immane di arrivare presto alla per nulla sorprendente conclusione.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 1.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)
  13. Alberta (Padova) says:

    Nel commentare Belgravia di Fellowes, autore che non conoscevo, sento di schierarmi tra coloro che non lo metterebbero nella propria wishlist. Pur avendolo letto in pochi giorni, pur convenendo con l’autore che sempre e comunque sono i sentimenti a muovere le nostre azioni, i veri protagonisti della nostra vita, pur apprezzando come sia i personaggi (quasi divertente il ‘sottobosco’ della servitù) sia gli ambienti dell’epoca (accurata e fedele la descrizione dei palazzi, delle abitazioni, persino dei clubs), il periodo vittoriano inglese, sono definiti in modo ineccepibile, francamente non sono riuscita ad ‘emozionarmi’, né il libro mi ha stimolato alcuna riflessione. Credo che la lettura sia questo, per me lo é, questo mi aspetterei quando mi accingo a leggere.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  14. Giorgia (Padova) says:

    Chiunque abbia visto Gosford Park o Downton Abbey e ne sia rimasto affascinato non resterà deluso da questo romanzo; in Belgravia troverà tutto quello che cerca, dall’aristocrazia tradizionale all’ambizione dei nuovi ricchi, dalle convenzioni sociali dell’Inghilterra vittoriana agli intrighi dei salotti londinesi (accuratamente descritti, come tutte le ambientazioni). Godibilissimo intrattenimento in costume, scrittura elegante e garbata, non risente troppo della prevedibilità della trama e dell’inevitabile happy ending.
    Segnalo che Belgravia è anche un esperimento di romanzo a puntate, ispirato al Circolo Pickwick di Dickens. La pubblicazione tramite app è stata divisa in 10 capitoli, corredati dagli alberi genealogici delle famiglie, i ritratti di alcuni personaggi, fotografie dell’epoca e la mappa di Belgravia.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  15. Anna Maria (Roma) says:

    Belgravia. Un genere letterario che non frequento, ma sono grata per l’opportunità che spesso mi consente di poter approcciare stili e titoli che non avrei altrimenti considerato. La lettura mi ha accompagnata, senza brividi emotivi o collaterali riflessioni, nei primi due giorni di ferie, quando la stanchezza soprattutto mentale andava allentata e non messa alla prova. E’ risultata una lettura scorrevole, gradevole, senza ansia e senza fretta. Mi ha consentito di far riposare i pensieri, ed è un grande merito che desidero attribuirgli!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  16. Giovanna -Milano says:

    Belgravia … non amo particolarmente le saghe famigliari, ma devo dire che in una giornata di mare tranquillo, attorniata da tanto blu come la bella copertina ho goduto di ore di serenità, e finchè non l’ho terminato non sono riuscita a lasciarlo. Una buona compagnia insomma, che con la sua scrittura fluida e gradevole mi ha permesso di rilassarmi e riposare la mente. Ottimo libro per l’estate.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  17. Marilena, lunedì a Milano says:

    E’ vero che, a una lettura superficiale, Belgravia può sembrare un romanzetto leggero sia pure di piacevole lettura ed è altresì vero che l’autore ci ha regalato in passato libri più “densi”, tuttavia il libro merita, secondo me un approfondimento. E’ stato, io credo, un divertimento per l’autore il ricreare, utilizzando strumenti moderni, il meccanismo del romanzo d’appendice, che veniva pubblicato a puntate. Questo permette al lettore moderno di scoprire i meccanismi di questo genere letterario (ad esempio una certa ripetitività, necessaria per ricollegare una puntata all’altra o il linguaggio spesso enfatico ed esagerato, che tiene agganciato anche il lettore distratto di questo genere di storie). Ma il punto di maggiore interesse in Belgravia sta nelle connotazioni storiche, solo apparentemente lasciate cadere qua e là; il lettore frettoloso potrà passare oltre continuando a leggere la storia, per altri sarà lo spunto di approfondimenti che riveleranno tasselli precisi nella descrizione di un’epoca (quella vittoriana, qui al suo inizio) che avrebbe modificato profondamente la struttura della società inglese. Ho trovato solo un’imprecisione: la Valle della Morte, dove Charles si avventurerebbe pur di conquistare la sua amata, nel 1841 non era ancora stata scoperta.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  18. Silvia says:

    Ma che bella sorpresa questo romanzo, che non avrei mai scelto di mia spontanea volontà! Intrigante la trama, che improvvisamente diventa suspance e non ti fa mollare il libro! Ho temuto ad un tratto che non ci fosse l\\\’happy end, ma, per fortuna, tutto è andato come previsto! Si, perché, bisogna ammetterlo, è un romanzo prevedibile, con tutti i personaggi al loro posto, che fanno proprio quello che ti aspetti! Ma la godibilità del l\\\’insieme è piena e Fellowes è un esperto intrattenitore, come avete già detto. Io lo consiglio, è una bella lettura!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  19. Simona_Milano says:

    Di piacevole intrattenimento, una lettura che ci immerge nelle articolate dinamiche dei personaggi con una vivacità di stile che mi ha appassionato.Amori, lealtà, intrighi e sotterfugi, in un’atmosfera bon-ton di tè, pizzi e merletti.Anche i “cattivi” – che suscitano un’antipatia naturale e scontata – hanno il loro stile, non so come dire … Una parentesi in altri tempi, dove il momento della lettura diventa la danza di un minuetto.Mi è piaciuto tantissimo …

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  20. Enrico (Padova) says:

    La lettura di questo romanzo è piacevole e le pagine scorrono velocemente tra vicende, dialoghi e colpi di scena. La trama e il finale sono piuttosto prevedibili ma questo non penalizza nel complesso la lettura. Ho trovato molto interessanti le dinamiche di classe: i nuovi ricchi ambiziosi e temerari, la vecchia aristocrazia ormai in decadenza e la servitù avida di denaro.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  21. Stefania (Padova) says:

    Ben scritto, ricco di descrizioni e rilassante come vuole “Il libro per l’estate”. Di quei romanzi che sai già avranno il lieto fine, ma non vuoi perdere una parola per sapere come ci si arriverà anche se è subito evidente che non ti emozionerà. Tra forcine, salotti e tè, protagonista è la stratificazione sociale che interagisce contagiandosi, in un bel mosaico dove la scrittura crea paesaggi e atmosfere perfette per una lettura di puro intrattenimento o per la sceneggiatura di un prossima serie televisiva di successo

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  1. Non ci sono ancora trackbacks per questo post.

Lascia un commento

Please type the characters of this captcha image in the input box

Please type the characters of this captcha image in the input box


© 2017. Bookclub Neripozza. All rights reserved. web agency web agency urbangap