Archivio di March, 2017

La grande cecità

Postato in I LIBRI DEL MESE il March 24, 2017 da admin01 – 12 Comments

la grande cecitàPerché scrittori, studiosi e politici attuali non parlano abbastanza degli effetti del cambiamento climatico sul nostro pianeta? Per Amitav Ghosh la risposta è chiara: perché sanno di aver fallito. Secondo l’autore bestseller di Mare di papaveri e Il fiume dell’oppio, l’era moderna ha fallito perché non ha saputo immaginare il proprio futuro, nascondendo la testa sotto la sabbia e distogliendo lo sguardo da ciò a cui stava andando incontro. Il 2015 è stato l’anno più caldo di tutto il pianeta.
Cosa succederà se non inizieremo a impegnarci seriamente per ridurre le emissioni di monossido di carbonio e non vireremo sulle energie rinnovabili?
Ghosh esamina le abitudini e gli svantaggi del pensiero moderno, passando dal Vaticano all’esercito statunitense, dalla globalizzazione dell’era di Internet alle politiche internazionali, tornando infine a ciò che gli interessa di più: la letteratura. Cosa ha fatto la letteratura di fronte agli eventi climatici violenti e pericolosi di questi decenni?
Assolutamente niente. Gli scrittori del Novecento, dice Ghosh, hanno rinunciato a parlare di clima e di scenari futuri e le rare volte in cui l’hanno fatto (come nel caso di Solar di Ian McEwan) sono stati bollati come autori di genere e presi poco sul serio dal dibattito culturale. Qualcosa di molto simile a ciò che è accaduto nella politica, dove i desideri individuali si sono sostituiti alle azioni collettive.
La Terra ci sta chiedendo un conto molto salato. E noi, per farvi fronte, siamo tenuti a rispondere con l’unica arma di cui disponiamo: l’immaginazione.
Nel suo primo saggio dopo vent’anni, lo scrittore indiano Amitav Ghosh – autore amatissimo e tradotto in decine di paesi – costruisce una riflessione intelligente e sagace che indaga la nostra incapacità storica, politica e culturale di cogliere la portata e la violenza del cambiamento climatico. Un libro provocatorio e stimolante che incita il lettore a prendere coscienza e lo spinge a impegnarsi in prima persona.

«Nel suo primo saggio dopo venti anni, Amitav Ghosh affronta una delle domande più importanti: come possono scrittori, studiosi e politici combattere l’incapacità collettiva di affrontare il cambiamento climatico?».
Publishers Weekly

«Accattivante. La leggerezza e l’agilità della scrittura di Ghosh riescono a mantenere tutta l’urgenza e le ombre di qualcosa che non riusciamo davvero a guardare: il destino dell’umanità».
Giorgio Agamben

«Una riflessione acuta, provocatoria e originalissima dalla penna di “uno dei più grandi scrittori indiani».
la Repubblica

Euro 17,00
284 pagine
EAN 9788854513372
COLIBRÌ

Amitav Ghosh è uno scrittore, giornalista e antropologo indiano. Nato a Calcutta nel 1956, ha studiato a Oxford e attualmente vive tra la sua città natale e New York. Considerato «uno dei più grandi scrittori indiani» (la Repubblica), per Neri Pozza ha pubblicato: Il paese delle maree (2005), Circostanze incendiarie (2006), Il palazzo degli specchi (2007), Mare di papaveri (2008, 2015), Il cromosoma Calcutta (2008), Lo schiavo del manoscritto (2009), Il fiume dell’oppio (2011) e Diluvio di fuoco (2015).

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Tre piani

Postato in I LIBRI DEL MESE il March 1, 2017 da admin01 – 17 Comments

Tre piani 01In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Il parcheggio è ordinatissimo, le piante perfettamente potate all’ingresso e il citofono appena rinnovato. Dagli appartamenti non provengono musiche ad alto volume, né voci di alterchi. La quiete regna sovrana. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore.
Al primo piano vive una coppia di giovani genitori, Arnon e Ayelet. Hanno una bambina, Ofri, che occasionalmente affidano alle cure degli anziani vicini in pensione. Ruth e Hermann sono persone educate, giunte in Israele dalla Germania, lui va in giro agghindato in giacca e cravatta, lei insegna pianoforte al conservatorio e usa espressioni come «di grazia». Un giorno Hermann, che da tempo mostra i primi sintomi dell’Alzheimer, «rapisce» Ofri per un pomeriggio, scatenando una furia incontenibile in Arnon, inconsciamente e, dunque, irrimediabilmente convinto che dietro quel gesto, in apparenza dettato dalla malattia, si celi ben altro.
Al secondo piano Hani, madre di due bambini e moglie di Assaf, costantemente all’estero per lavoro, combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e lo spettro della follia che, da quando sua madre è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, non smette mai di tormentarla. Un giorno Eviatar, il cognato che non vede da dieci anni, bussa alla sua porta e le chiede di sottrarlo alla caccia di creditori e malintenzionati con cui è finito nei guai. Hani non esita a ospitarlo e a trovare cosí un riparo alla sua solitudine. Salvo poi chiedersi se l’intera vicenda non sia un semplice frutto dell’immaginazione e dei desideri del suo Io.
Dovra, giudice in pensione che vive al terzo piano, avverte l’impellente bisogno di dialogare con il marito defunto e per farlo si serve di una vecchia segreteria telefonica appartenutagli. Ritorna in tal modo sul passato suo e di suo marito, sul loro ruolo di genitori-guardiani della vita del figlio Arad, ruolo che ha spinto quest’ultimo dapprima a un tragico errore, poi a compiere un gesto estremo che lo ha escluso per sempre dalla loro vita.
Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalità, Tre piani si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare. E, come nella Simmetria dei desideri, l’opera che ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Eshkol Nevo, dona al lettore personaggi umani e profondi, sempre pronti, nonostante i colpi inferti dalla vita, a rialzarsi per riprendere a lottare.

Il nuovo romanzo dell’autore della Simmetria dei desideri

«Una potente allegoria delle nostre paure piú profonde».
Ran Bin-Nun, Yedioth Ahronoth

«Il nuovo libro di Eshkol Nevo è l’esperienza letteraria piú intensa che ho avuto quest’anno. Leggetelo. Non ve ne pentirete».
Guy Meroz

Traduzione dall’ebraico di Ofra Bannet e Raffaella Scardi
Euro 17,00
253 pagine
EAN 9788854512696
BLOOM

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un’infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti ha completato gli studi a Tel Aviv e intrapreso una carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla letteratura. Oggi insegna scrittura creativa in numerose istituzioni. Oltre a Nostalgia (Mondadori 2007), in classifica per oltre sessanta settimane e vincitore nel 2005 del premio della Book Publishers’ Association e nel 2008 a Parigi del FFI-Raymond Wallier Prize, ha pubblicato una raccolta di racconti intitolata Bed & Breakfast e il saggio The Breaking Up Manual.

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