I coraggiosi saranno perdonati

I coraggiosi saranno perdonati 01Londra, 1939. La guerra è stata appena dichiarata e la diciottenne Mary North non attende un solo istante prima di recarsi al War Office e offrirsi come volontaria. Come ogni ragazza di buona famiglia dalla parlantina sciolta, conta di essere assegnata a un incarico di fondamentale importanza: ufficiale di collegamento, oppure attaché di qualche generale, o magari spia, un ruolo ancora più affascinante.
Grande è, perciò, il suo sconcerto quando il taxi la deposita davanti alla scuola di Hawley Street, dove le viene detto che dovrà prendersi cura di una classe di trenta bambini da condurre in campagna prima che le ostilità abbiano inizio. Un incarico davvero di poco conto, ma che si rivelerà tutt’altro che banale nell’istante in cui Mary si imbatterà in Zachary Lee, l’unico bambino di colore della scuola.
Nei primi giorni di settembre, quando scoppia davvero la guerra, gli unici bambini in età scolare rimasti in città sono quelli meno «allettanti»: gli storpi, gli strambi, di cui la gente di campagna non vuole sapere, e… i neri: ne hanno sfollati pochissimi, e anche quei pochi cominciano a tornare indietro. L’evacuazione è stata una specie di concorso di bellezza, con i piccoli allineati sul sagrato della chiesa del paese e i bifolchi che sceglievano i più biondi, i più chiari, scartando gli altri.
Quanto agli uomini, ne sono rimasti ben pochi in città. Tra questi Tom Shaw, che tuttavia ne fa un vanto della sua non partecipazione alla guerra e dell’aver accettato la direzione di un distretto scolastico al posto della gloria militare.
Un giorno, nel suo ufficio, si presenta una rossa con vivaci occhi verdi e l’aria birichina da folletto: è Mary North alla ricerca di un’occupazione. È stata rimossa dall’incarico di insegnante alla casa di Hawley Street perchè «incorreggibile» e ora vorrebbe un’altra classe in cui insegnare. Una classe dove riunire i bambini rimasti in città perchè «diversi» ed emarginati.
Tra Mary e Tom si crea un’immediata sintonia, un sentimento destinato, forse, a superare le brutture della guerra e del tempo, se non fosse che la ricompensa del coinquilino di Tom, l’affascinante Alistair Heath, un tempo curatore alla Tate e ora ufficiale in licenza, cambierà tutte le carte in tavola.
Ambientato in Inghilterra nei drammatici anni della Seconda guerra mondiale, I coraggiosi saranno perdonati racconta la storia di un grande amore, di un’amicizia e di come, di contro al grande teatro della Storia, siano le sofferenze più intime, le piccole battaglie e i trionfi umani quotidiani a imprimersi profondamente nel cuore di ognuno.


New York Times bestseller – Guardian Literary Highlight 2016 – Indipendent Best Book 2016

«Quello che Ian McEwan ha fatto con Espiazione, Chris Cleave lo fa con I coraggiosi saranno perdonati… Un romanzo avvincente e finemente costruito».
Financial Times

«Una storia di trionfo umano che colpisce profondamente».
The New York Times Book Review

Traduzione di Laura Prandino
Euro 18,00
464 pagine
EAN 9788854514362
I NARRATORI DELLE TAVOLE

Chris Cleave è uno scrittore e giornalista che lavora per diverse testate, tra cui il Guardian e il Daily Telegraph. Dal suo primo romanzo, Incendiary che ha vinto un Somerset Maugham Award nel 2006, è stato tratto un film interpretato da Ewan McGregor e Michelle Williams. I coraggiosi saranno perdonati è il suo quarto romanzo.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 1.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)
I coraggiosi saranno perdonati, 1.0 out of 10 based on 1 rating
  1. rosaria alba fontana (milano) says:

    “I coraggiosi saranno perdonati” è un romanzo ben costruito su alcuni avvenimenti della seconda guerra mondiale, ma soprattutto è un romanzo sulle varie sfaccettature della guerra.
    La guerra come conflitto tra opposte nazioni dove il perdono è difficilmente praticabile, perché la guerra è il più efferato crimine che gli uomini abbiano potuto concepire.
    La guerra come conflitto tra persone della stessa nazione: i soldati che si prendono a pugni tra di loro, i servi contro i padroni, i bianchi contro i neri.
    La guerra dei coraggiosi come Alistar, Simonson o Mary, i personaggi più importanti del romanzo, che si ritagliano dimensioni umane nella disumanità del conflitto armato.
    Chris Cleave, nella parte dedicata ai Ringraziamenti, dice: ”se qualcuno di voi mi ha dato un po’ di fiducia, allora una riga del romanzo è vostra” . Ho scelto una frase del romanzo in cui Alistar, a proposito degli uomini che comandava si chiedeva del perché si suddividevano al loro interno in fazioni in conflitto tra di loro. “… c’era sempre quell’effetto alla Escher che riuscivano ad attuare senza dare l’impressione di contravvenire agli ordini. L’ esercito faceva di loro uno stormo di uccelli, mentre gli uomini mutavano invece in un branco di pesci che nuotava in direzione opposta”.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  2. onostante la materia del romanzo sia effettivamente quella che leggiamo nella scheda di presentazione dell’editore, quello che personalmente mi ha emozionato e commosso è la grande bravura dell’autore nella gestione del dolore, della disperazione e dell’incredulità di personaggi, di esseri umani catapultati senza spiegazione e inaspettatamente in una realtà inimmaginabile, che è quellap della guerra. È la guerra che scombina le carte in tavola e costringe Mary, Alistair, Tom e tutti gli altri personaggi a inventarsi un altro modo di ‘organizzare’ la vita e i sentimenti. Come Londra, che è corpo e carne, è sventrata dai bombardamenti e il skyline e il suo aspetto diventano irriconoscibili provocando in chi vaga tra le sue macerie sgomento e silenzio, allo stesso modo l’umanità muta il proprio, di volto, in un’assenza di parole perché la guerra è indicibile. È questa capacità di rendere il grido che si smorza in gola (la scelta dei personaggi è questa mi sembra: tutto è contratto, trattenuto, taciuto; questa la loro unica difesa, l’unica di cui sono capaci, e credo che sia stata quella che ha effettivamente segnato una intera generazione) che fa di questo romanzo più di una storia d’amore tra uomini e donna: il perdono e il coraggio sono quelli di una generazione intera in una Europa a pezzi che cerca di non addormentarsi per sempre ma di rimanere sveglia come può fino all’alba della fine dell’orrore, sperando di avere forza per ricominciare

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  3. Stefania (gruppo Milano, venerdì) says:

    Mi sono chiesta a lungo dove risieda il cuore del romanzo. ‘I coraggiosi saranno perdonati’ è un romanzo d’amore e di guerra, ma quali sono i veri protagonisti in una storia dove la guerra racchiude sotto lo stesso destino una città distrutta dal fuoco nemico e uomini che scelgono di lottare per un futuro migliore?
    Forse la chiave di lettura è racchiusa nel consiglio che l’autore ci rimanda nelle sue note ‘Non abbiate mai timore di mostrare una versione provvisoria di voi stessi a chi amate.’
    Un ottimo libro, una scrittura accurata, senza essere pesante ed arricchita dal classico humor inglese. Un libro che commuove e fa sorridere offrendo molteplici spunti di riflessione.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  4. stefano cozzi says:

    Everyone brave is forgiven – Neri Pozza 2017

    Storia ambientata nella Londra della seconda guerra mondiale, dall’inizio del settembre 1939 fino alla primavera del ’42, quando la stretta del Reich si fa meno pressante.
    Vicende di persone che non vanno al fronte e decidono di rendersi utili per la causa anche da casa, ognuna alla sua maniera e col suo coraggio. Vicenda anche di chi invece decide di andare a combattere al fronte e che si rapporta a quelli di casa.
    Vicende soprattutto umane, con tutti gli entusiasmi e le incertezze e le delusioni e le difficoltà, sia pratiche che psicologiche.
    In assoluto è il CASO a governare gli eventi e la vita o la morte, più che le bombe ed i percoli della guerra. Credo che solo avendole vissute sia possibile capire cosa passava per la testa della gente a quei tempi in quella situazione.

    Protagonista assoluta del romanzo la città di Londra. Chris Cleave la conosce bene e la ama, con tutte le sue bellezze e le sue nefandezze e brutture. Una Londra che sopravvive ai bombardamenti quotidiani e che ogni notte deve contare i suoi morti e al mattino spazzare le macerie. Ma anche una Londra capace di donare cieli puliti ed occhiate di sole che ti aprono il cuore, almeno per un istante. Ci sono nevicate e piogge autunnali che per il londinese sono parte del quotidiano, come il the delle cinque. Tutti i colori e le ombre del tempo e delle stagioni passano e accompagnano le vicende dei protagonisti, come se Londra fosse il coro di una tragedia greca, che commenta e spiega e narra e ti fa essere sempre nella realtà del momento.
    Anche una Londra molto diversa da quella che conosciamo oggi, multi-etnica e tollerante e laica ed aperta verso il mondo. A quei tempi non era così: la società inglese era profondamente intrinsecamente razzista ed elitaria. Poi l’Inghilterra perse le colonie e dovette adattarsi ad avere in casa gli immigrati da tutto il mondo.

    La capacità narrativa di Cleave è eccellente: riesce ad esprimere tutti i sentimenti che passano nel cuore e nella mente dei protagonisti con dialoghi e descrizioni essenziali, più che con analisi ed approfondimenti psicologici. Il tutto mediato da uno humor British a volte esilarante. Il lettore ne è coinvolto, si emoziona, ride e piange…insomma, peccato che il libro finisca. E quando ha terminato di leggerlo, gli rimane dentro e gli fa compagnia.

    Bravo Chris Cleave e brava Neri Pozza a proporci questo libro.

    Giudizio JJJJJ (5/5)

    Milano, 20 agosto 2017

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  5. Donata, torino says:

    L’opera si presenta come un romanzo storico e ne ha tutte le qualità: la sicura documentazione, mai soverchiante rispetto alle vicende ed alle sensazioni dei protagonisti, mai fine a se stessa, l’attenzione sia al più ampio contesto in cui i fatti bellici si inseriscono, sia, e soprattutto, ad un aspetto del conflitto cui raramente anche la saggistica più specialistica pone attenzione: il dramma dei militari inglesi isolati a Malta, il tutto, anche in questo caso, mai descritto nei puri fatti militari, ma attraverso il doloroso vissuto dei protagonisti.
    Ma questo romanzo è molto pi più di un “romanzo storico”. La lettura ci lascia molto di più: guidandoci fra vicende pur narrate fra drammaticità ed ironia, ci sollecita ad una riflessione sulle ragioni del pacifismo (al di là di qualsiasi facile buonismo), sulla inevitabilità dei conflitti, sul come porsi di fronte ad essi, quando inevitabilmente siamo chiamati a farlo, sul dilemma interiore di chi è chiamato comunque a parteciparvi e, non da ultimo , sulla presenza di tanti che pur riescono a tenersene fuori, sia potendosi permettere di mantenere i propri stili di vita, sia conservando una fredda distanza psicologica.. sul dramma degli affetti che sempre provocano. E il titolo apparentemente contraddittorio ne è la prova.
    Forse solo una piccola osservazione: un eccesso dì drammatizzazione a proposito dei bombardamenti subiti da Londra. Non sono stati quelli su Dresda e men che meno su Berlino……
    Non so mettere le stelline, mi vengono sempre sbagliate, faccio così:*****.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  6. Stefania Sorbara ( Torino ) says:

    Londra e Malta sono gli scenari della Seconda Guerra Mondiale di Cleave: una Londra senza bambini (la “pace violenta” delle aule svuotate) e la fame di Malta.
    C’è la frustrazione di chi parte (per la guerra) e la frustrazione di chi resta (perché “indispensabile”).
    C’è una città irriconoscibile (“l’antico fiume immutabile diventato di colpo inesplorato”) e la morte
    (“malattia dei vivi”) che s’accumula tra le vie come un veleno.
    C’è l’aggrapparsi alla quotidianità, alla manualità, alle vesciche, a un “ordine, a un fischietto” pur di raccattare uno scopo, pur di sfuggire all’insensatezza e riuscire a “tornare al comando di qualcosa di meno complicato di se stessi”.
    Descrizioni efficaci, potenti (come quella dei tedeschi in marcia che disprezzano persino la sinuosità delle strade vecchie di millenni ), il tutto condito da uno humour, un’ironia, capaci di smorzare la crudezza del tema e di rendere scorrevole la lettura.

    “La loro fu una generazione costretta a scegliere in fretta, con coraggio e d’istinto, e speranze sempre appese a un filo. Dovevano avere un’enorme fiducia nella vita e uno nell’altro”: così parla Chris Cleave dei propri nonni alle cui vite il romanzo è ispirato.

    Coraggio, fiducia, speranza, amore: la guerra di Cleave è una guerra combattuta da eroi, da coraggiosi a cui, come sostiene il titolo, tutto sarà perdonato ( ma è davvero così? È davvero giusto sostenerlo? ).
    È una guerra che, anzichè tirare fuori il peggio dagli uomini, ne tira fuori il meglio: li migliora, li riscatta, li salva. Una visione consolante, idealizzata e, tuttavia, almeno così m’è parso, onesta, sostenuta da chi a questa visione, in fondo, crede davvero.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  7. Claudio says:

    Con una scrittura brillante e frizzante Cleave inizia a raccontarci le vicende di un’indomita e anticonformista signorina inglese della upper class londinese allo scoppio della Seconda guerra mondiale. La sua verve arguta e la capacità tutta inglese di reagire alle avversità e al suo destino sono esilaranti… ma nel prosieguo della storia l’Autore ci immerge nell’orrore della guerra vissuta dagli indifesi, dagli ultimi e dagli emarginati. Le pagine che raccontano i bombardamenti a Londra sono efficaci nel renderci partecipi del terrore di chi, completamente inerme sotto i bombardamenti, attende il suo destino. Così come di assoluto realismo sono i passi che ci raccontano la guerra di chi, come Alistair, decide di combatterla come un dovere (dall’esplosione che uccide il suo commilitone alle pagine che raccontano il tragico assedio di Malta). Raramente ho colto il senso dalle guerra come in queste pagine, il suo impatto improvviso e annichilente. Poco importa se certe situazioni risultano un po’ stiracchiate o esagerate visto che sono funzionali al desiderio e la speranza dei protagonisti di ribellarsi e vedere dopo la distruzione della guerra una società nuova, diversa, un mondo migliore. Belli i tratteggi di alcuni personaggi secondari come Palmer. Mi sono perso un po’ nel finale (perché i coraggiosi devono essere perdonati?) ma immagino che necessiti di una rilettura più attenta.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  8. Sabrina Di Agresti says:

    Sabrina Di Agresti Torino ( n. a Roma)

    Personaggi :
    Mary North insegnante neofita ad una classe di bambini di 8 anni, un incarico di guerra. Possiede una facoltosa famiglia , Ha una personalità forte ed è fiera e schietta. La madre Palmer ed il padre conservatore, vivono con lei a Pamlico .
    La direttrice Miss Vine
    Hilda amica di Mary e governante , allegra ed intelligente.
    Alistair Heath il coinquilino di Tom ed imbalsamatore di gatti .
    Zachary un negretto
    Simone è la compagna di scuola di Zachary
    Duggan è il compagno al corso ufficiali di Alistair ,affetto da balbuzie.
    Mr. Cooper sostituisce Tom presso il distretto scolastico

    Un libro nato per narrare le vicende di un nonno che ha vissuto la seconda guerra mondiale a Malta .
    Un libro sulla guerra e l’umorismo.
    Sviluppa una trama tra Mary la protagonista, una storia di amicizia, fedeltà , sulla scuola un vento che ha sollevato la polvere sul perdono e sul suo significato , in ogni tempo ed in ogni luogo . Comincia da settembre 1939 fino a giugno del 1942.
    E’ sorprendente come lo scrittore veda la realtà dal punto di vista femminile . Interessante il dialogo tra Mary e Hilda durante il funerale di Tom. Da un’intervista all’autore riporto : “Ci siamo abituati a vedere le nostre azioni sotto una lente sbiadita , mentre il narratore esterno non ha ancora acquisito questa immunità culturale. Si tratta di una lente che ci vede dove noi non riusciamo più a vedere.”
    A causa della guerra, che interessa già Londra, la popolazione deve trasferirsi nelle campagne, ma alcuni ragazzini rimangono in città ed è proprio agli otto che Mary rivolge l’attenzione, cercando di ottenere l’incarico dall’ufficio della guerra preposto , il War Office.
    Lo presiede Tom Shaw di 23 anni che ripudia la guerra ed iniziano una relazione .
    Ma la pacatezza e la tranquillità dell’uomo viene contrapposta a quella del valoroso Alistair , suo amico , che parte e per cui Mary prova ammirazione e forte attrazione.
    Il ragazzino Zachary che effettua lavoretti nello zoo , diventa il simbolo della infanzia negata . Deve lavorare in uno squallido locale notturno con il padre e ben presto impara .la crudezza della vita .
    Tanta la corrispondenza di guerra : tra Tom, mary e Hilda con e Alistair.
    Le lettere rincuorano.
    Temi :
    la musica ,attraverso il giovane Zachary., che allevia le sofferenze e crea divertimento per il mondo di sopra e quello di sotto. Un elemento salvifico quando si ritrovano nel rifugio in occasione della licenza di Alistair .
    La grande e civile Londra vede riconosciuti i diritti delle persone solo nella storia recente .
    Cruente e crudeli le scene come il bambino nella casa bombardata a cui accorrono Mary e Hilda in ambulanza. Il corpo martoriato del nemico tedesco e per cui Alistair prova compassione. La mano infettata a causa di un morso .
    Le competenze mediche dello scrittore si evincono nelle parti che riguardano queste scene.
    Si contrappongono l’amore di Mary verso i bambini e quello di Alistair verso il quadro del bambin Gesù, del restauro.
    Cenni a Lizzie Sirdal , la moglie di Dante Gabriel Ferretti .
    La guerra allontana e avvicina.
    “L’antico fiume immutabile (il Tamigi) era diventato di colpo inesplorato. Abbassò lo sguardo verso le acque scure , accese di tanto in tanto da chiazze di petrolio incendiato che roteavano e mulinavano nella corrente . Battelli in fiamme, le gomene di ormeggio completamente carbonizzate , risalivano la corrente sull’onda dell’alta marea. Si chiese fino a dove sarebbero arrivati . Se avessero continuato a bruciare , chissà che luce avrebbero gettato su Pimlico dove Palmer, proprio in quel momento, stava probabilmente preparando il te da servire alle quattro.”.
    I fiori che deponiamo sulla tomba sono solo perché non possiamo deporci noi stessi .
    Con questo libro si comprende la guerra anche da un altro punto di vista. Chi è costretto a rimanere e le popolazioni che attualmente sono in guerra e non possono fuggire altrove.
    La visione complessiva è per un futuro di speranza. Tra il trauma e la devastazione si vede sempre la luce.
    La guerra non è solo per chi parte a combattere, ma anche per coloro che restano , tra le difficoltà e le macerie .

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  9. Rita Centaro (Musicale Torino) says:

    Everyone brave is forgiven

    Oggetto: l’amore e la guerra
    Luogo: tra Londra e Malta
    Periodo: dal settembre 1939 (inizio per l’Inghilterra della seconda guerra mondiale) al giugno
    1941 (arrivo delle truppe americane a Londra)
    Protagonisti: Mary (diciottenne figlia di un deputato londinese) Tom (dirigente di un distretto
    scolastico) Alistair (restauratore d’arte) e Hilda (amica di Mary).

    Con una scrittura perfetta, dialoghi impeccabili e descrizioni dettagliate e documentate, Cleave, prendendo spunto dalla storia dei suoi nonni e dal loro scambio epistolare, ci offre una visione della seconda guerra mondiale dal punto di vista di quattro ragazzi.
    Mary e Tom si frequentano ed il loro rapporto potrebbe sfociare in amore, se non fosse che la chimica gioca a loro sfavore dal momento in cui Mary conosce Alistair, amico di Tom, ritornato in licenza dalla guerra in Francia ed in procinto della partenza per Malta.
    Nell’incontro proposto da Tom, nonostante le avance della simpatica Hilda verso Alistair, lo stesso rimane ammaliato da Mary, ma essendo un amico leale soffoca il suo istinto.
    Anche Mary, ugualmente attratta da lui, per corettezza nei confronti del buon Tom, rinuncia a seguire il suo cuore.
    Intanto, sullo sfondo del palcoscenico della vita dei quattro amici si sviluppa la guerra, con i suoi orrori, i suoi amori, le sue contraddizioni, le sue battaglie sociali.
    E noi li vediamo mentre modificano, con una drammaticità sempre seguita da una buona dose di humor, i loro punti di vista, le loro speranze ed i loro sogni.
    Cleave, attraverso il suo racconto, ci trasporta dalla devastata e quasi impassibile Londra a Malta, alla scoperta di una storia più dettagliata e poco conosciuta della guerra vissuta su quest’isola.
    Ci conduce, quali spettatori, ad assistere, oltre alla guerra sostenuta sul campo di battaglia contro il nemico vero e proprio, allo sviluppo di un’altra guerra quella contro lo snobismo radicato ed il razzismo, duri a morire nella vecchia generazione inglese.
    Per qualcuno la guerra sarà solo un momento scomodo che non ha quasi stravolto abitudini e radicate convinzioni, ma per i quattro personaggi il mondo non sarà mai più come prima!
    L’Autore ci svela, tra un gatto impagliato, un barattolo di marmellata, un bimbo di colore, un Tamigi nero, un domestico imperturbabile, una madre arrivista, un viso sfregiato, i bombardamenti ed il coprifuoco, una Londra a tratti gretta e chiusa, che quasi stentiamo a riconoscere, essendo molto lontana dall’immagine di quella città all’avanguardia, tollerante e multietnica, che da sempre ci portiamo dentro.
    Forse il coraggio che si deve perdonare è quello di chi ha cercato di abolire, con i propri mezzi, i più profondi pregiudizi nell’assurda guerra del dominio di un uomo su un altro uomo.
    Bravo Chris Cleave che riesce a parlare di guerra trasmettendo un messaggio di speranza!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  10. Floriana says:

    Sarà che mi piace sentire molto raccontare di guerra (che siano film, romanzi, documentari o autobiografie) ma questo libro mi è piaciuto molto e lo consiglio vivamente a tutti, ai ragazzi giovani forse in particolare.
    Riesce a raccontare tutti i fronti della seconda guerra mondiale, il primo conflitto che vide i civili esposti quanto i militari. Lo stile è asciutto, ironico, mai ridonadante ma allo stesso tempo capace di trasmettere emozioni e compassione senza cadere nel retorico. La guerra ti coglie con la morte quando meno te lo aspetti e ti porta via l’amico di sempre o la persona appena conosciuta senza preavviso alcuno. Ma la guerra agisce anche dentro di noi, cambiando l’anima, rendendola talvolta zoppa o monca così come i corpi dilaniati da bombe e granate.
    Non mi ha sorpreso leggere nei ringraziamenti dell’autore che lo spunto è stato preso dai racconti dei suoi nonni. L’atmosfera è realistica: il continuo oscillare tra eroismo e ordinarietà in un’atmosfera apocalittica che sembra non dover avere mai fine. E il lettore, che sa quanto sio lontano il 1941 dalla fine della guerra, non può che compatire i protagonisti giovani, animati dalle migliori intenzioni, decisi a far la loro parte in un qualcosa molto più grande di loro, in una guerra senza pietà. E no, i coraggiosi non saranno perdonati.
    Buona lettura!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  11. Alberta (Padova) says:

    Prendo atto del successo che questo libro di Cleave ha avuto: in molti infatti lo hanno trovato avvincente. Sarà che il romanzo storico, in particolare quello con protagonista il Secondo Conflitto Mondiale, non e’ la mia prima scelta ma personalmente non sono riuscita ad amarlo. Ci sono delle parti che descrivono Londra evacuata che ho trovato commoventi ma i personaggi? Poco realistici e poco veri. Tom, con il rimorso di non essersi arruolato, Mary, ragazza di buona e ricca famiglia che lascia la propria scuola per lavorare come maestra volontaria nella scuola dove Tom e’ direttore, Alistar combattente forte e coraggioso. Tutti e tre giovani e, nonostante tutto, pieni di speranza nel futuro. Belle le pagine in cui l’autore racconta delle lettere d’amore dei suoi nonni materni David e Mary, trovate per caso, di come lo hanno ispirato e portato a Malta per vedere e toccare con mano i luoghi di guerra vissuti dal nonno. Per poi chiedersi: e’ possibile il perdono fra i popoli della terra o lo e’ solo, in piccolo, tra coloro i quali sono coraggiosi? A noi lettori la risposta.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  12. Simona says:

    Mary, Hilda, Tom, Alistair. Quattro amici e la Seconda Guerra Mondiale.
    Se i coraggiosi saranno perdonati, quel perdono se lo saranno – davvero – guadagnato.
    Fin da subito sappiamo con chi avremo a che fare.
    Mary che – appena dopo 45 minuti dalla dichiarazione di guerra – ha già lasciato “la scuola di perfezionamento femminile senza essersi perfezionata” e scritto al War Office, pronta ad assumersi il ruolo di insegnante per guidare l’evacuazione di una classe di vivaci ragazzini in campagna.
    Hilda la pungente, ironica e – apparentemente perdente amica di Mary – che non riesce ad essere costante neanche con la dieta.
    Tom che – nello stesso momento in cui la guerra è dichiarata – decide di evitarla.
    Alistair – amico e coinquilino di Tom – “dalle mani forti e insopportabilmente abili …capace di liquidare la guerra e un tubo rotto con la medesima stoica scrollata di spalle”.
    Questi ragazzi si incontreranno, intrecceranno le loro vite, si perderanno. Il coraggio li assolverà dalla loro soave ingenuità, dal non aver compreso la gravità di una guerra rapace che avrebbe invaso – oltre al loro Paese – anche le loro vite, conducendole nel dolore e nella perdita.
    Chi sopravviverà, si ritroverà. E saranno le coraggiose vittime di una guerra che non ha davvero trascurato nessuno.
    Un libro molto ben architettato, capace di offrirci una scrittura “ricca” senza risultare complicata. Una lettura appassionante che non ho mancato (e mancherò) di consigliare.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 1.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  13. Simona says:

    Aggiungo il voto perchè non soon riuscita a mettere le stelline giuste … ;)

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  14. chiara macconi says:

    Nell’abbondante attuale produzione di romanzi ambientati durante o dopo la 2° guerra mondiale, da una parte o dall’altra (Ian McEwan con Atonement, Sarah Waters con The night watch ma anche i classici E.Waugh, Graham Greene, mentre con R.Rothmann di Morire in primavera, entriamo nello schieramento opposto) si avverte un senso di nostalgia che aleggia, come anche nei film di produzione attuale (Dunkirk, Il discorso del Re ed altri), così come nelle serie televisive di Downton Abbey, nei romanzi come Belgravia, come L’estate prima della guerra di H.Simonson ed altri. E che cos’è Harry Potter e il suo successo se non la fantasia di una scuola pubblica (privata) Edoardiana dove Harry ha accesso grazie alla sua origine. Ma la gente normale, la famiglia adottiva, è costituita da persone grasse, ignoranti, senza istruzione e ingorde.
    I miti dell’eccezionalità Britannica, isolazionismo, supremazia coloniale, virilità Britannica, la casa di campagna opposta alla famiglia reale, i conflitti di classe o le separazioni sociali poggiano su un passato sontuoso: tutto questo, oggi, sfocia nelle motivazioni isolazioniste di Brexit.
    E quest’isola di Malta del nostro romanzo, così come la Gran Bretagna, vittoriose sul fascismo e nazismo, hanno rinforzato l’identità Britannica di ulteriori riserve di autorità morale nella difesa della propria insularità.

    Quel che mi ha colpito, in particolare per quanto riguarda il contenuto, è il trattamento della guerra con Alistair al centro delle azioni fuori patria e di Mary e Hilda durante il loro servizio con le autoambulanze a Londra sotto il fuoco nemico: in entrambi i casi ne risultano ferimenti, annegamenti, menomazioni, che accompagneranno i personaggi per sempre. La morte e le distruzioni si palesano con violenza e non sono oggetto di sentimentalismo.

    Per quanto riguarda la scrittura, il dialogare è davvero impressionante, così British, understated, metaforico, allusivo, ironico e sorprendente. E’ questa vivacità che avvicina Mary e Alastair che sembrano comunicare fra loro lasciando gli altri all’esterno. Questo tipo di dialogo e di linguaggio differenzia la classe di appartenenza, l’istruzione. Passaggi improvvisi dal registro ironico di una lettera a quello tragico dei bombardamenti, le morti vicine, le amicizie interrotte si susseguono e ci sorprendono.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  1. Non ci sono ancora trackbacks per questo post.

Lascia un commento

Please type the characters of this captcha image in the input box

Please type the characters of this captcha image in the input box


© 2017. Bookclub Neripozza. All rights reserved. web agency web agency urbangap