La città d’oro

La città d'oroPerù, 1887. Tutto il paese parla di un uomo e della sua incredibile scoperta. Il tedesco Augusto Berns sostiene di aver trovato la città perduta degli Inca e la notizia è corsa velocemente da Lima a Londra e New York. Ma chi è quest’uomo, il presunto scopritore di El Dorado? Tutto inizia con un giovane ragazzo che setaccia l’oro nel Reno, perso nei propri sogni a occhi aperti. L’incontro, a Berlino, con il suo idolo, il famoso esploratore Alexander von Humboldt, lo porta a maturare una decisione epocale. Determinato a trovare la città d’oro, Berns intraprende un pericoloso viaggio in Perù, dove diventa un eroe involontario delle guerre di indipendenza.
Nel 1872, dopo anni di lavoro sulla ferrovia peruviana per finanziare la sua spedizione, Berns è finalmente pronto e parte con il suo compagno, Harry S. Singer. Il loro pericoloso viaggio attraverso le Ande offre intermittenti spiragli di successo: trovano molte rovine, ma la leggendaria città perduta continua a sfuggirgli. Un giorno, Berns parte da solo e sale su un altopiano a 2000 metri sopra il fiume Urubamba. La nebbia si dirada rivelando, davanti a lui, centinaia di terrazze costruite sul fianco della montagna. È euforico: finalmente El Dorado! Negli anni che seguono, Berns lavora su un elaborato raggiro, persuadendo gli uomini d’affari più importanti del Perù a finanziare un’altra escursione nella città perduta. Li assicura che restituirà loro abbastanza oro per renderli tutti ricchi e famosi. Ma nel 1888 Berns svanisce nel nulla, portando con sé il denaro…

«L’autrice ha una forza narrativa insolita per la letteratura giovane».
Frankfurter Allgemeine Zeitung
«Una storia potente e ricca di suspense».
Der Spiegel
«Scritto in modo impeccabile, con personaggi affascinanti e una prosa ricca, colorata e indimenticabile».
Sten Nadolny

Sabrina Janesch è nata il 20 aprile 1985 a Gifhorn, nella Bassa Sassonia, e ha trascorso l’infanzia in Germania e in Polonia. Ha studiato scrittura creativa a Hildesheim e polonistica a Cracovia, compiendo diversi viaggi in Europa, Asia e Sudamerica. Ha pubblicato i romanzi Katzenberge, Ambra e Tango für einen Hund. Vive con la sua famiglia a Münster.

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  1. Sabrina Di Agresti says:

    Sabrina Di Agresti – Torino ( n. Roma )
    Sabrina Janesch è una scrittrice tedesca nata nel 1985. Ha scritto anche : Ambra , Tango per un cane , La dorata .
    Augusto Rudolph Berns, il protagonista, è un eroe, così definito da Caceres , Presidente della Repubblica del Perù . Gli ha salvato la vita. Ma in quale occasione?
    Così comincia il romanzo della Janesch , un prologo al lungo romanzo ambientato in Perù , un tram trainato da cavalli, nelle città colibrì e cani.
    Il romanzo, scritto in terza persona, prosegue come una biografia: dall’infanzia di Augusto Bern . Nato a Solingen , città della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania, dal padre Joann che aveva una avviata bottiglieria già resa florida dal suo stesso padre, che ne teneva la contabilità , e da Caroline , una donna avvenente e protestante .
    Augusto nacque nel 1842 ed aveva due fratelli, Max ed Elise. Anche una bambinaia si occupava di loro, mantenendo una vita piuttosto agiata.
    Il giovane Augusto vive spensierato, gli vengono letti i romanzi a puntate ed è affascinato dalla storia del viaggio in Perù di Johann Von Tschudi.
    Gioca fantasticando con il suo caleidoscopio regalatogli dal padre, sino alla sua morte, che cambiò la loro esistenza.
    A poca distanza da Uerdinger , il giovane Augusto con i suoi amici setacciava in cerca di oro le acque del Reno, facente parte della Prussia, parte della Confederazione germanica; dal 1867 fino al 1871 l’intero territorio entrò a far parte della Confederazione Tedesca del Nord. Dal 1871 al 1918 fu uno stato dell’Impero tedesco, in seguito cambiò denominazione in Stato Libero di Prussia sotto la Repubblica di Weimar e la Germania nazista, fino all’abolizione geografica e politica ufficiale nel 1947.
    Dal 1947 il termine Prussia non ha più un significato geografico o politico ma solo storico e culturale. Attualmente la Prussia occupa il territorio della Lituania e della Polonia .
    Con l’arrivo della ferrovia, il paesaggio ed il modo di vita cambiano sostanzialmente.
    La piantagione di meli appartenuta al padre viene tagliata, c’è fermento.
    Augusto Rudolph è sempre più appassionato dalla civiltà Inca e dalla storia del Perù e della Città mai ritrovata di El Dorado dalle strade d’oro, dai monumenti d’oro, dalle case d’oro .
    A scuola Rudolph si ritrova come compagni Paul Gussfeldt amante dell’ alpinismo, il principe Edmund Kadzwill interessato alla storia della Polonia , Richard Kahle che faceva parte del gruppo teatrale e recitava i versi delle tragedie greche .
    Una serie di circostanze , come quella di essersi ritrovato alla guida di un calesse, lo porta proprio a casa di Humbolt , l’autore di testi scientifici, di viaggi di esplorazioni e suo mentore, a cui Rudolph regala una antica moneta .
    Il fratello di Rudolph ormai di 15 anni, inizia a lavorare come apprendista in una fabbrica di forniture per ombrelli.
    La rivoluzione industriale , dall’Inghilterra del 1859, si è spinta ormai in quasi tutta l’Europa e l’autrice ne ricalca le storture e i livelli di lavoro senza umanità spinti al limite del suicidio.
    Ma la madre, risposata con un opportunista e tiranno, obbliga sia Rudolph che il fratello a lavorare, bloccando i loro soldi e facendoli vivere in una misera casetta adibita ad attrezzi, lontani da lei , dalla sorella più piccola e da un fratellino appena nato dalla nuova relazione.
    Il racconto diventa un insieme di raccolta epistolare , diaristico, storico e avventuroso , di crescita di un ragazzo e della sua trasformazione in uomo.
    Un uomo di valori e sentimenti che nei momenti di difficoltà, immagina il padre e i suoi insegnamenti.
    E’ molto interessante anche , nella prima delle tre parti, osservare come sia un romanzo di realismo, la realtà della Prussia , della locomotiva, dell’importanza dello sviluppo per la geografia dei luoghi , ma anche attento ai cambiamenti economici e sociali , della condizione lavorativa e della situazione delle donne.
    La madre, ad esempio, vive succube dell’uomo che sposa in seconde nozze , porta di nascosto il cibo ai due figli perché è lui che gestisce tutti i beni guadagnati dalla famiglia del de cuius .
    Il ramaio odia a tal punto Rudolph da causargli, sul luogo di lavoro, delle profonde ferite ad entrambe le braccia.
    Per questo motivo il ragazzo, a 21 anni, pensa di arruolarsi nell’esercito prussiano.
    Ma il suo sogno di avventura, fomentato dalle letture, aumenta sempre di più e lo fa diventare sempre più taciturno . Non ha mai cessato di credere e lottare per la sua ambizione più grande.
    Mentendo alla madre che crede si avvii alla carriera militare, decide invece, aiutato dallo zio che gli paga il biglietto, di partire verso il Perù.
    Il viaggio di 6 mesi, che viene narrato come se fosse un diario di bordo, vede il giovane Rudolph affrontare tante umiliazioni e lavori, ma è sempre rispettoso nei confronti della madre e dispiaciuto e affranto nei confronti del fratello rimasto a casa e a cui scrive spesso.
    Struggente l’addio con il fratello alla partenza che gli dona un coltello artigianale e da cui non vorrà mai separarsi.
    Il viaggio è a bordo della nave a vela Concorde capitanata da Geelen e al cui seguito ci sono anche i brigantini Columbia ed Edmond .
    Tanti i termini marinareschi e nautici che denotano una grande cultura della scrittrice ed amore per il mare.
    Nella seconda parte l’avventura giunge proprio nella terra peruviana.
    Partiti da Amsterdam , passando per Madeira , sbarcati a Santa Cruz di Tenerife , raggiungendo il Brasile a Rio de Janeiro , toccando a sud Capo Horn e la Terra del Fuoco, raggiungono finalmente il Perù.
    A Callao, città del Perù dove sbarcano, Rudolph raggiunge Cuzco dove incontra l’avvenente vedova Dona Ana Centeno, con cui stabilisce subito una profonda intesa e di cui si invaghisce nonostante sia molto ricca e più adulta di lui. Intraprendente e moderna nei suoi pantaloni.
    Ma Rudolph viene inserito nel lavoro per la costruzione della ferrovia e qui Berns che non aveva più i dubbi dell’infanzia, rifiuta l’incarico per andare alla ricerca del tesoro degli Inca.
    Studia nel convento per conoscere quante più informazioni e tracce possibili su tutti coloro che si erano addentrati nella giungla .
    Conosce un personaggio particolare, Harry Singer , un mineralista americano dai capelli rossi e con gli occhi di colore differente che viveva in Perù da 10 anni con un debole per il poker.
    Riesce con lui , Farga ed il servitore di Dona Centeno a creare una spedizione nella giungla .
    Ma i sacrifici, le delusioni, lo sconforto , la solitudine , le paure , il terrore di poter essere uccisi , il denaro, ma anche il clima torrido, l’umidità gli insetti, le larve gli animali feroci e le malattie mortali hanno accompagnato prima il gruppo e poi Berns solo, sul fiume Urubamba, con il cane da lui salvato, per tutto il tempo.
    Anche la storia politica e militare del Perù viene ben descritta .
    Berns si prodiga a New York , la capitale della borsa e degli affari, per pubblicizzare e poter sfruttare la sua scoperta e tutti possibili guadagni che i ricchi imprenditori possono ricavare dalla sua scoperta.
    Il capitolo terzo continua con la storia del canale di Panama . Affascinante storia.
    Squadre di ingegneri e tecnici deturpano e cambiano la fisionomia del territorio attraverso la dinamite ed altri sistemi . I detriti erano in quantità impressionante. Dalla vetta del Gorgona il primo europeo Vasco Nunez de Balboa poteva vedere il Pacifico.
    Tornato a Lima e ormai divenuto l’imprenditore tedesco Berns, intrattiene la corrispondenza con New York e con i più ricchi imprenditori della terra fino a ricevere una lettera a febbraio 1887 dalla Casa Bianca.
    Incontra per strada un ragazzo che stava portando l’acqua, quasi un suo alter ego.
    Tedesco e tutto lacero nelle vesti , Berns rivede se stesso 25 anni prima, come se dal 1863 il tempo non fosse passato. E’ a Lima per fare l’esploratore e per raggiungere le montagne. Ma è senza denaro.
    Berns lo aiuta facendolo diventare suo assistente e persona di fiducia.
    Decenni più tardi arriva anche Hiram Bingham, un ricco americano dell’Università di Yale che testimonia con il suo gruppo, per mezzo di fotografie, ciò che riesce a vedere e che lascio ad altri lettori il piacere ed il gusto della scoperta.
    Chi fu realmente Berns?
    La sua idea fu quella di creare una società per azioni . convincere i più ricchi con l’aiuto del Presidente Caceres a finanziare le sue azioni nella “Huacas del Inca”.
    Aveva raggiunto, ormai una popolarità ed una rispettabilità tali che la fama di tutte le sue imprese lo precedevano . Era stato per anni un ufficiale dell’esercito peruviano ed aveva costruito la ferrovia di Juliaca come ingegnere capo, era stato haciendero nella Sierra , aveva deviato di sua mano il Reno e le cascate del Niagara , aveva costruito la galleria di Sutro e il ponte di Brooklyn e infine aveva lavorato al canale di Panama . Aveva collocato insieme con i francesi una figura femminile assurdamente alta su un’isola davanti a New York.
    La conoscenza , i buoni sentimenti e la curiosità sono i valori che servono agli uomini vincenti. E se si partisse per il Perù si potrebbe ancora sentire il profumo di ylang ylang.

    La passione per la civiltà Inca ed il tesoro dell’ultimo Re Inca Atahualpa
    Atahualpa aveva 35 anni quando nel 1532 invitò Francisco Pizarro a incontrarlo nella città di Cajamarca.
    Contava su un esercito di 80 mila uomini e non aveva paura di quel drappello di malmessi soldati spagnoli, formato da 106 fanti e 60 cavalieri. Li trattò con distacco, come visitatori qualunque che se ne sarebbero andati presto. All’incontro con Pizarro, Atahualpa arrivò con un seguito di 4.000 persone e offrì da bere agli ospiti in coppe d’oro massiccio che gli spagnoli guardarono increduli, già pensando a cosa bisognava fare.
    All’imperatore Inca fu portata una Bibbia, il libro che conteneva tutte le verità, e gli venne ingiunto di sottomettersi a Carlo V e al Papa. Atahualpa sfogliò il volume e, vedendo che non ne usciva alcuna magia, lo lanciò verso gli spagnoli. Bastò questo per gridare al sacrilegio e ordinare ai soldati di sparare contro i terrorizzati Inca, che mai avevano visto prima un’arma da fuoco. Pizarro, approfittando del caos, corse verso l’imperatore e lo immobilizzò. Nella storia umana nessuna battaglia così breve ha ottenuto un risultato così grande: la conquista di un impero e delle immense ricchezze che custodiva.
    La leggenda del tesoro di Atahualpa nasce nei suoi giorni di prigionia, quando il sovrano offrì di coprire d’oro il pavimento della sua cella in cambio della liberazione. Gli spagnoli risposero che non bastava, e allora Atahualpa alzò il braccio lungo una parete e disse che avrebbe riempito d’oro la stanza fino a quell’altezza se fosse stato rilasciato.
    Ma l’oro doveva arrivare da province lontane, e il tempo passava senza risultati che gli spagnoli potessero apprezzare. Inoltre, il più fedele dei generali inca, Ruminahui, stava radunando un esercito per liberare il suo re e la situazione per Pizarro poteva diventare davvero critica.
    Senza più attendere che la stanza si riempisse d’oro, Atahualpa fu strangolato con la garrota il 29 agosto 1533, dopo un processo farsesco e dopo avere accettato di convertirsi per evitare di essere bruciato vivo, come gli spagnoli avevano minacciato di fare. Pochi giorni prima era comparsa nel cielo una lunga striscia verde, la stessa che aveva visto suo padre prima di morire, e Atahualpa si era rinchiuso in una rassegnata malinconia.

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  2. Isabella says:

    La storia narrata da Sabrina Janesch rende giustizia ad un grande esploratore tedesco forse non molto noto. La sua impresa di maggior rilievo fu dettata da una grande passione nutrita fin da piccolo: conoscere il Perù e tutto quello che riguardava l’impero Inca per poter un giorno raggiungere l’Eldorado, una leggenda, un mito o un sito realmente esistente? Di sicuro talmente arduo da raggiungere e così ben occultato dagli Inca stessi che neppure la rapacità degli spagnoli era mai riuscita a disvelare e a depredare. Augusto Rudolph Berns è abbacinato da questo mito che rincorre nell’ampia letteratura e nei numerosi documenti studiati.
    Berns è un sognatore, è tenero con gli affetti famigliari da cui è ampiamente ricambiato. Il padre stesso pur essendo un solido e brillante uomo d’affari asseconda la passione del figlio che si affeziona anche a Klipper Eu, un barbone matto, assai abile a trovare paliuzze d’oro con la padella nella sabbia del Reno. Proprio in un’ansa del Reno Klipper ha la sua capanna e vive in solitudine interrrotta solo dagli incontri con Rudolph. Un sodalizio che getterà nell’immaginazione fervida di Rudolph le fondamenta dell’idea dell’Eldorado e del Perù. Il sogno che non lo abbandonerà più. Ha perfino la fortuna di incontrare lo scontroso e pressochè inavvicinabile Humbolt, il grande naturalista ed espolratore berlinese. La storia, tra il 1842 quando August nasce e la sua scomparsa nel 1888, si snoda ricchissima di dettagli storici, sociologici, naturalistici perchè August, pur non potendo completare studi regolari a causa delle traversie familiari, sa in ogni situazione acquisire conoscenze e abilità che faranno di lui un ingegnere di fatto, capace anche e soprattutto di riconoscere e valorizzare le competenze di persone occasionalmente incontrate come per esempio l’avventuriero e minerologo Harry Singer prima e più tardi Hilfiker, un ragazzo sognatore e spiantato ma fedele e intelligente, a cui si affeziona come a un figlio.
    A.R. Berns parteciperà a molte imprese proprio con la qualifica di ingegnere. Costruirà ponti, ferrovie, parteciperà alla sitemazione della statua della Libertà, fonderà delle imprese, parteciperà anche allo scavo del canale di Panama come tra l’altro gli aveva predetto Humbolt stesso.
    L’immaginazione, la forza della sua idea che dall’infanzia pervadeva il suo essere, non solo gli permette di destreggiarsi tra mille difficoltà ed ostacoli ma anche di sperare un giorno di soccorrere la sua famiglia e gli amati fratelli. Per quanto la ricchezza da raggiungere rientrasse nei suoi sogni ad occhi aperti, quello a cui ambiva era qualcosa di ancora più grande, un mistero da svelare: la città d’oro degli Inca, il luogo celebrato della loro origine, un luogo dunque sacro e assolutamente inaccessibile. Questa era la sfida ed il miraggio che lo guidavano.
    Non tutte le sue imprese intermedie ebbero buon esito, anzi la delusione per il fallimento della ‘màquina’, una segheria che doveva produrre traversine ferroviarie con l ‘ottimo legno di alberi di tec locali lo porteranno a diventare sempre più scontroso e diffidente, anzi malfidente verso gli investitori che non avevano colto questa possibilità utile anche come fonte di lavoro e di progresso per il Perù.
    In seguito fonderà invece una società la Huaca de l’Inca con cui riuscirà a raccogliere enormi quantità di denaro grazie alla fama nel frattempo raggiunta. Era riuscito infatti a raggiungere nel 1867 un misterioso sito nascosto nella più infida giungla. Si trattava di sicuro della mitica Eldorado, nei cui dintorni era probabilmente sepolto l’oro che gli Inca avevano messo al sicuro dalla rapacità degli invasori.
    Se l’impresa delle traversine per la ferrovia non aveva raccolto alcun interesse da parte degli investitori, il miraggio dell’oro della città perduta attrae tutte le brame possibili e Berns attuerà in un certo senso la punizione che l’avidità umana merita…
    A lui si deve la scoperta di uno dei siti archeologici più noti e visitati al mondo, anche se oggi questa scoperta viene attribuita allo storico dell’università di Yale Hiram Bingham. Questo libro riscatta dall’oblio il prezioso contributo che Augusto Rudolph Berns ha dato per la storia del Perù.
    Una lettura che travolge per il ritmo, la forza delle immagini, l’accuratezza delle descrizioni e le incalzanti sequenze degli eventi. La figura del protagonista è estremamente affascinante e probabilmente capace di conquistare molti giovani lettori e lettrici.

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  3. Bella scrittura per un romanzo di avventura, che come tale deve piacere. Romanzo lungo, con buoni spunti non sempre approfonditi o vivacizzati. Mi ha dato l’idea di una scrittrice acerba, non per il confezionamento, ma per la profondità che sembra mancare in pagine e pagine di episodi con personaggi appena tratteggiati. Ma come dicevo è un romanzo di avventura e deve piacere. Io purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo fino in fondo.

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  4. Mirella (Milano) says:

    Un bel romanzo d’avventura ma confesso che inizialmente non sono riuscita ad appassionarmi al personaggio di A. R. Berns descritto come un grande sognatore che ha dedicato la vita al raggiungimento di un unico obiettivo: diventare un famoso esploratore scoprendo la mitica citta’ di El Dorado e conquistando così fama e ricchezze…. l’oro!
    Ma e’ anche la storia di un ragazzo che non ha voluto accettare la banalita’ della vita che lo aspettava restando nel suo paese; voleva riuscire in qualcosa di unico che passasse alla storia ed ha lottato con forza e determinazione per non darsi vinto di fronte alle tante prove che questa scelta ha comportato.
    La lettura cattura per la forza delle descrizioni di viaggio nelle zone impervie ed inesplorate del Perù ed anche la conclusione della storia sembra essere una resa dei conti nei confronti di chi non ha voluto credere nel suo progetto.
    Da consigliare sicuramente per gli amanti del genere.

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  5. Alessandra (Padova) says:

    La città d’oro è senza dubbio un romanzo che ha alle spalle un gran lavoro di documentazione, ricerca e approfondimento da parte dell’autrice, come si può leggere nei ringraziamenti, il che lo rende senza dubbio interessante, realistico e perfino istruttivo. Si tratta anche di un libro ben scritto, che si legge senza fatica e con gusto; io ho amato soprattutto la parte centrale, che mi ha ricordato proprio i romanzi d’avventura di Verne che divoravo da ragazza. Credo che l’unico difetto, come è già stato fatto notare, sia quello legato a molte situazioni e personaggi minori, che non vengono descritti e raccontati a dovere e rimangono un po’ nebulosi e confusi, senza aggiungere nulla alla vicenda o ai personaggi principali. Mi sono invece molto affezionata al protagonista e anche al suo socio Singer (bellissimo il sodalizio tra i due, che sono anime complementari), oltre che al tenente (poi Presidente) Caceres: sono tutti personaggi azzeccati e affascinanti, che riescono a far appassionare, sorridere e anche commuovere il lettore. Credo che La città d’oro abbia tutte le carte in regola per avere successo, e questa volta non solo tra le signore che cercano un romanzo da leggere in spiaggia.

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