Un matrimonio americano

un matrimonio americano 02 (1)Roy e Celestial sono sposati da piú di un anno. Sono neri di Atalanta, convinti di avere tutta la vita davanti, regni sconfinati di pagine bianche ancora da scrivere. Roy non è certo un magnate, ma ha un lavoro tale da permettergli di accarezzare l’idea di comprare casa. Celestial è «un’artista da tenere d’occhio», come recita il titolo di un articolo a lei dedicato. Gran cespuglio di capelli neri e un sorriso malizioso, Celestial fabbrica bambole considerate vere e proprie opere d’arte. Il loro matrimonio è come un arazzo finissimo. Spesso lo strappano, soprattutto perché Roy ama piacere alle donne, ma altrettanto spesso lo rammendano, sempre con un filo di seta, bellissimo. Una sera, dopo aver fatto visita ai genitori di lui, a mamma Olive, che ha trascorso una vita intera a riempire vassoi in un self service per permettere al figlio di andare all’università, e a Big Roy, tuttofare per la medesima ragione, Roy e Celestial decidono di trascorrere la notte al Piney Woods, l’unico hotel a Eloe, la città dei genitori. È il week-end del Labor Day e una meteora distruggerà la loro vita. Una volta in camera, Roy si lascia andare a una rivelazione che fa infuriare Celestial. Per ritrovare in qualche modo il filo di seta capace di rammendare quello strappo, prende poi il secchiello di ghiaccio ed esce dalla stanza con l’intenzione di andarlo a riempire. In corridoio incrocia una donna all’incirca dell’età di sua madre, con una faccia simpatica e il braccio stretto dentro una benda appesa al collo. Siccome è un gentiluomo, Roy l’accompagna in camera, l’aiuta ad aprire la finestra e le sistema anche il water che perde come le cascate del Niagara. Infine rientra nella sua stanza, dove Celestial allunga il bellissimo braccio nella sua direzione e gli porge i cocktail che ha preparato. Quella sarà, per Roy, l’ultima serata felice che trascorrerà per molto, molto tempo. Accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un enorme successo di pubblico e dall’entusiasmo della critica, Un matrimonio americano è uno di quei rari romanzi in cui la narrativa illumina davvero la condizione umana, una condizione, nelle sue pagine, in cui i pregiudizi razziali, l’ineguaglianza della legge e la crudeltà stessa, che è sempre in agguato in ogni relazione davvero profonda, sono in grado di distruggere l’amore e mettere alla prova ogni sentimento morale.

«Le speranze perdute dell’amore… in un romanzo magnificamente scritto».
New York Times Book Review

«Brillante e straziante… Indimenticabile».
USA Today

«Il desiderio di essere giusti, nonostante gli impulsi contraddittori del cuore».
Washington Post

«Potente».
New Yorker

«Ogni romanzo, ogni parola che scrivo è una lettera d’amore per Toni Morrison».
Tayari Jones

Tayari Jones è laureata presso lo Spelman College, l’Arizona State University e l’Università dell’Iowa. Docente di scrittura creativa presso l’Emory University, collaboratrice del Believer e del New York Times, vincitrice di numerosi premi letterari, è autrice dei romanzi Silver Sparrow, The Untelling e Leaving Atlanta.

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Un matrimonio americano, 9.0 out of 10 based on 2 ratings
  1. Letizia Barato says:

    Tra le righe di una condizione sociale ancora intrisa di razzismo , emerge una storia tutta personale, intima che coinvolge i personaggi e ne lacera gli animi. Il problema razziale è sullo sfondo, i protagonisti lo vivono come una condizione quasi scontata, l’accettano come una parte del loro vivere quotidiano, per loro è il conflitto dell’anima a tormentarli. Il messaggio del libro , a mio parere, è contenuto nelle ultime parole che Roy scrive a Celestial : ” Prego che tu abbia la pace, che è una cosa che bisogna fabbricarsi da sé . Non è possibile TROVARLA e basta…”
    Interessante la tecnica narrativa, il continuo cambio del punto di vista, la realtà vissuta ognuno con il proprio sentire.

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  2. Donata, torino says:

    Nelle primissime pagine del romanzo Roy fa due affermazioni: “ non è possibile scegliersi una casa, come non lo è scegliersi una famiglia. Nel poker ti toccano cinque carte. Tre le puoi scambiare, ma due te le devi tenere: la famiglia e la terra in cui sei nato.” e del padre afferma:” mio padre è un uomo alfa-omega”.
    Si potrebbe dire che le vicende narrate si concludano, per entrambi i protagonisti, proprio con il concretizzarsi di queste intuizioni iniziali.
    Storia di un matrimonio certo, ma storia di un matrimonio che nasce e si sviluppa in un contesto particolare: la comunità di colore americana fra la Louisiana ed Atlanta, una comunità che (nella prospetttiva che ci propone l’autrice) sembra chiusa in se stessa, attenta a non mescolarsi con chi non ha le sue stesse origini.
    Forse una forma di autodifesa o una nota di fatalismo: alle esperienze dei protagonisti è però sempre sotteso, mai chiaramente denunciato, il pregiudizio nei loro confronti, che ancora è presente nella società americana.
    Romanzo che, anche per la qualità della scrittura ( e della traduzione) coinvolge il lettore, lo rende desideroso di conoscere lo sviluppo delle situazioni descritte, e soprattutto lo mette di fronte a tante problematiche, dalla complessa gestione delle relazioni interpersonali agli aspetti problematici e irrisolti della società americana contemporanea.

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  3. franco, Padova says:

    “Un matrimonio americano” mi è piaciuto, ho apprezzato anche la parte epistolare che solitamente non prediligo: l’alternanza con i racconti diretti dei protagonisti, fa emergere il contrappunto tra “detto” e “vissuto” con il risultato di tenere viva l’attenzione del lettore, alla ricerca del possibile epilogo.

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  4. Isabella Barato says:

    I personaggi sono tutti neri, vittime e vincitori del caso talvolta perverso, talvolta benefico. Il razzismo persistente nella società americana innesca la storia ma non è l\’elemento motore che muove e fa agire i personaggi, tutti, per aspetti diversi, positivi. Il male della società li condiziona, li deforma anche, ma non perdono mai la loro più profonda integrità morale. Ho letto questo libro con grande partecipazione emotiva alle vicende che ricamano un complesso intreccio di sentimenti. Roy, Celestial, Andre e gli altri hanno tutte le ragioni ad essere come sono alla vigilia di un Natale speciale. Un Natale di pace che ciascuno ha saputo scavare dal proprio cuore senza perdere la comunione con gli altri prossimi o lontani.

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  5. Chiara (Milano) says:

    Un titolo apparentemente generico su un argomento di comune conoscenza ci offre in realtà relazioni e condizioni complicate: il senso del libro si annuncia fin dall’inizio con l’unica complicazione dell’aggettivo Americano e dei suoi richiami (sogno Americano ma anche spiacevole nell’attualità). Forse possiamo considerare ulteriori complicazioni il fatto che siamo nel mondo dei neri Americani e vicino al sistema penitenziario USA.

    Poi il libro si dipana in una forma singolare, come se ognuno dei tre personaggi principali parlasse individualmente con ogni lettore, come se si confidasse : i capitoli si susseguono con le loro voci, quelle di Roy e Celestial e in seguito anche di Andre. Questo flusso di informazioni viene interrotto da un consistente numero di pagine che accolgono lettere intercorse fra il marito imprigionato e la moglie. Si prosegue a capitoli fino all’epilogo (ancora una lettera). La prima persona dei capitoli e le lettere danno vita a un tono intimo, coltivato dall’uso del passato. Sono letture da tre prospettive diverse che offrono interpretazioni e vicinanza dei lettori/lettrici alle emozioni, ai contesti, agli infiniti minimi dettagli che provocano la fine di un matrimonio di cui diventiamo testimoni. Non ci chiedono né comprensione né perdono, qui non c’è senso di colpa se non nel sentire individuale dei personaggi.

    Una storia che assume il ritmo di un cambiamento climatico i cui effetti incidono pesantemente sulla vita dei personaggi e sulle loro decisioni, nonché sulle asimmetrie che si sviluppano e le umane contraddizioni che li attraversano. Much of life is timing and circumstance….

    Amore e lealtà, razza e giustizia, improbabile e probabile, Odisseo e Penelope, competizione e partecipazione, tempo e giorni: tanti temi e problemi che coinvolgono anche le relazioni delle rispettive famiglie verso una loro lenta devastazione.
    E’ una lettura che non riuscivo ad abbandonare, leggera ma sostanziosa, scorrevole e coinvolgente, intima e profonda. Bellissime le lettere.

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  6. ida says:

    …mi hanno detto che prediligo le storie : è vero!
    un matrimonio americano l’ho letto volentieri

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  7. luciana - Padova says:

    Un romanzo che trascina il lettore e lo aggancia con una tensione che spinge in avanti a conoscere il seguito, i pensieri ,i sentimenti, la storia intima dei protagonisti e delle loro famiglie. Sullo sfondo la città di Atlanta e la comunità afroamericana con tutte le sue incongruenze e chiusure.
    Belle le lettere in alternanza con la narrazione diretta .
    Un bel libro da regalare

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  8. Alberta (Padova) says:

    Un libro di cui consiglierei senz’altro la lettura, per la sua storia certamente dolorosa e intima ma toccante che coinvolge i tre giovani protagonisti, stravolgendone vita e sentimenti. Un romanzo del quale ho apprezzato molto sia la parte epistolare sia le pagine in cui Roy Celestial e Andre raccontano in prima persona, ciascuno dal proprio punto di vista.

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  9. Rita Centaro (Musicale Torino) says:

    Un matrimonio americano è una “particolare” storia d’amore.
    Ambientata ad Atlanta, si svolge in sette anni di vita di una coppia di giovani sposi afroamericani e del di lei amico d’infanzia (Celestial ,Roy ed Andre).
    Lui è un giovane dirigente, lei è un’artista sull’orlo di un’entusiasmante carriera, l’amico è… il loro testimone di nozze.
    I ragazzi sono l’incarnazione del sogno americano nel nuovo sud, che vedono le loro vite stravolte dall’incarcerazione ingiusta di Roy.
    La narrazione di questo dramma caratteriale, ben disegnato, è uno sguardo da punti di vista alternati, descritti in forma epistolare, che ispeziona intimamente i cuori e le menti dei tre personaggi, che sono allo stesso tempo legati e separati da forze che non possono controllare, mentre devono fare i conti con il passato andando contemporaneamente avanti, con sofferenza, verso il futuro, raccontando le loro scelte.
    E’ un ritratto bruciante dei modi in cui l’amore può creare lacerazioni, influenzando la nostra vita, raccontato, esplicitamente, tramite quelle lettere, nelle quali puoi vedere i lenti cambiamenti che incidono, col passare del tempo, lo svolgersi della loro relazione.
    Tayari Jones esplora con scorrevolezza, inoltre, i temi quali la paternità contestata, la razza, la maternità, l’incarcerazione illecita, l’imprenditorialità, l’omosessualità, l’adozione, lo stupro, la classe sociale, e la tradizione, che incidono non poco sull’andamento del romanzo.
    In questa lettura facile, a tratti addirittura umoristica, nella quale l’autrice non si schiera né idealizza nessuno dei tre narratori , ci descrive, usando una piacevole prosa accessibile, la prospettiva da tre diversi punti di vista: quello del marito, quello della moglie e quello dell’amico di vecchia data, sottolineando la sua bravura nell’aver orecchio per i dialoghi che catturano emozioni, mostrandoci come le nostre relazioni e di conseguenza le nostre scelte possano farci sentire al sicuro o al contrario farci andare incontro alla disfatta.

    “Non sai mai ciò di cui hai bisogno finché qualcuno non te lo da esattamente nel modo giusto.”

    Brava Jones, probabilmente è proprio così!

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  10. Susanna says:

    Un romanzo che affronta con ritmo febbrile temi universali, a partire dall’amore, calandoli in una realtà sociale ben definita e circoscritta: nella comunità nera di Atlanta e del sud degli USA, i personaggi rivendicano con passione la propria appartenenza culturale, finendo però per omologarsi di fatto, nella loro lotta per l’affermazione e l’emancipazione, al modello americano bianco – almeno finché un evento dirompente arriva a spezzare la confortevole normalità conquistata. E’ a questo punto che la traiettoria di Roy, figlio dell’America rurale, si allontana in modo inesorabile, come trascinata dalla corrente, da quella della più cittadina e borghese Celestial, riconducendolo infine allo stesso punto da cui anni prima era partito: e qui si percepisce chiaramente, tra l’altro, la “diversità” della provincia americana, con i suoi rassicuranti e inamovibili principi sulla famiglia, la paternità, i ruoli sessuali.
    Non ci sono colpe né colpevoli, in questa storia ben narrata in cui l’unico vero antagonista è la logica discriminatoria delle istituzioni dello Stato: i personaggi, da parte loro, raccontano in modo diretto le proprie vicende, le sofferenze, gli sbagli, e il lettore non può che tenere per loro (per tutti loro) e amarli, anche quando hanno torto e si fanno reciprocamente del male.

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  11. paola, verona says:

    Anche se non comincia con “c’era una volta” UN MATRIMONIO AMERICANO fluisce con la cadenza di una fiaba, di una di quelle fiabe, favola è meglio dire, che i neri, però allora venivano chiamati negri, si raccontavano nei momenti di pausa.
    Ambientato nel sud degli Stati Uniti racconta le vicende dei 3 protagonisti e dei personaggi di contorno, legati da parentela o da vincoli d’amore che, uno alla volta, recuperano la storia e la sviluppano dal loro punto di vista: “io ve la racconto così”.
    Se si osserva bene l’andatura del romanzo è ondulatoria, si espande a cerchi che si allargano, attorno al plot originario dell’ arresto di un innocente, su cui pesa il pregiudizio : nero=stupratore, fino a completamento della vicenda, attraverso una convincente strategia narrativa a più voci. Lieto fine? Si in qualche modo.
    Tutto in prima persona, con quel tanto di delicatezza e di pathos e concretezza che c’è nel dar voce al proprio io, nel confessarsi: una comunicazione a mezza voce ad un auditorio amico….
    Questo continuo riflettersi e svilupparsi a specchio nella relatività delle molteplici visioni e per quel molto che ci dice di autentico dei sentimenti, della psicologia e dei soprassalti intimi dei protagonisti, MATRIMONIO AMERICANO ci illumina su miseria e nobiltà, ingenuità e astuzia, tragedie e successi del mondo dei neri americani, in particolare di quegli stati del sud che più hanno sofferto discriminazioni, violenze, ingiustizie e segregazione. Ma in cui sono ancora più importanti, OGGI, le libertà conquistate, le aspirazioni all’emancipazione socio culturale, al successo economico, frutto di quelle pulsioni e battaglie che li hanno fatti uscire dai ghetti nel recente passato. E che hanno contribuito a creare la borghesia nera. Sembrano lontani dalla rabbia di un tempo, sembrano, almeno in parte, senza rancore, senza spirito di rivincita o per lo meno non è questo il tema del libro: sono appunto emancipati, è gente libera, pacificata.
    Insomma Matrimonio Americano è un buon libro perché è un libro buono.

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  12. Giulia (Padova) says:

    Un libro che ho letto volentieri per la storia, che parla di come l’intimo e il politico siano inevitabilmente connessi, per la caratterizzazione solida dei personaggi, per la bella scrittura, per la struttura efficace, per il suo simbolismo, insistente ma non stucchevole. Molto convincente la rappresentazione dei rapporti di genere e tra generazioni, in parte ingabbiati nello stereotipo, legati alla tradizione, e al contempo dolorosamente liquidi. Insomma, il romanzo è piacevole e veloce, e credo che abbia tutti gli ingredienti per essere apprezzato da un pubblico molto vasto.
    L’unica ‘pecca’ che forse rilevo sta proprio in questa orchestrazione perfetta, che fa sì che la critica politica non risulti mai davvero sgradevole o disturbante per un lettore che è raramente messo in discussione. (In questo senso, come tributo alla grandissima Toni Morrison, Un matrimonio americano è un tributo decisamente edulcorato.) Viene da chiedersi quanto sia stato importante l’intervento dell’editore nella progettazione del testo. Pur con queste riserve, a mio parere il testo rimane un testo che vale la pena leggere — e che come regalo è senz’altro un porto sicuro!

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  13. STEFANIA MARTINI says:

    Mi è piaciuto l’alternarsi tra lo stile epistolare e il racconto in prima persona dei protagonisti.
    Ho letteralmente odiato il personaggio di Celestial la cui personalità risulta sfuggente e che sembra mossa in ogni suo agire solo e unicamente da egoismo e opportunismo.
    Ho trovato interessante il fatto che ogni personaggio sia reale e simbolico insieme.

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  1. Website says:

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    Un matrimonio americano | Bookclub Neripozza

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