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ISBN 978-88-545-0312-0
Pagine 320
Euro 17,00
In mezzo ai tronchi screziati degli eucalipti della boscaglia australiana Tom Loxley passeggia col suo cane. Procede con cautela sul terreno fangoso, nell’aria fredda del mattino, mentre la luce sprizza argentea tra gli arbusti e sulle piume dei cacatua. Ogni tanto il cane fiuta l’aria, dà uno strattone alla corda con cui Tom lo tiene e si tuffa dentro un cespuglio agitato dal vento.
È un cane bianco e snello, con un bel pelo maculato, un magnifico esemplare, «l’ideale per rimorchiare», come amava dire la moglie di Tom prima di andarsene di casa.
È a lui che Tom deve la conoscenza di Nelly Zhang, l’affascinante artista che gli ha affittato la casa nel bosco, quattro pareti senza acqua corrente né elettricità, perfette per terminare il libro su Henry James che Tom sta scrivendo. «Che splendido animale», aveva detto Nelly la prima volta che si erano visti in una galleria d’arte di Melbourne.
Un singolare incontro il loro, l’incontro tra due persone che si trascinano entrambe dietro i mondi, le nazioni, le etnie e le culture più disparate.
La madre di Nelly è scozzese. Tra gli antenati annovera un polacco e un inglese. I suoi lineamenti ibridi hanno un’aria solo vagamente asiatica, che lei, tuttavia, accentua al massimo allungando il taglio degli occhi con il kohl e incipriandosi il viso fino a trasformarlo in una maschera inespressiva.
Lui, Tom, è il figlio di Arthur Loxley, inglese di Coventry capitato in Oriente quando gli europei potevano spostarsi a loro piacimento, tracciando confini e creando nazioni, e di Iris de Souza, meravigliosa creatura di sangue misto dalla carnagione chiara e il viso incantevole. Ha vissuto tutta l’infanzia tra i monsoni in India, con gli occhi che contemplavano felici il Mare Arabico, e ora si ritrova a passeggiare in un umido bosco australiano.
Con la mente occupata da Nelly, Tom avanza lungo il sentiero. A un certo punto si volta a guardare la casa e, pensando che ogni cosa, l’albero del pepe accanto al cancello, il vialetto in discesa, perfino l’immenso cielo azzurro, stia trattenendo il respiro in una totale adesione al momento, si lascia sfuggire la corda del cane dalle dita. Un istante dopo si volta di scatto e scorge l’animale balzare prima all’inseguimento di una pelliccia grigia e poi scomparire tra le foglie…
Così comincia questo magnifico romanzo, in cui la disperata ricerca di un cane smarrito si trasforma nella ricerca stessa delle radici irrimediabilmente tagliate, di «ciò che è andato perduto nella nostra vita di uomini del XXI secolo» (Good Reading).
Romanzo finalista al Booker Prize 2008
«Un libro sconvolgente, ogni frase è cesellata con precisione, ogni argomento esplorato con minuzia... de Kretser intesse una rete magica, giustapponendo continenti, atteggiamenti diversi nei confronti della letteratura e dell'arte, l'asprezza del mondo naturale e il cuore vuoto dei paesaggi cittadini. Evidenzia la fragilità e la selettività della memoria e la poesia di ciò che è andato perduto nella nostra vita di uomini del XXI secolo. Ne risulta una dolorosa e personale prospettiva della storia. È una gioia leggere una prosa così magnificamente ritmata e ben scritta».
Good Reading
«Incredibilmente ricco e complesso. Molto divertente a tratti, Il cane scomparso tra le foglie è un libro tenero e ponderato, una meditazione profonda sulla riscoperta e la perdita, la parola e l'indicibile, la memoria e l'identità, la storia e la modernità».
The Dominion Post
«Una meravigliosa storia di ossessione, arte e morte, e di amori passati e presenti da parte di una delle migliori scrittrici contemporanee».
Harper's Bazar
«I segni distintivi della de Kretser, ovvero le ricche immagini visive e le profonde descrizioni, fanno di Il cane scomparso tra le foglie una delizia da assaporare oltre che una storia su cui riflettere».
Austrian Bookseller and Publisher
«Michelle de Kretser è la stella in maggiore ascesa nel firmamento letterario australiano… Un romanzo incredibilmente bello».
Metro
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