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collana: Le tavole d'oro

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Fiume di fuoco

Autore: Qurratulain Hyder
Titolo: Fiume di fuoco

collana: Le tavole d'oro

ISBN 978-88-545-0088-4
Pagine 592
Euro 23,00

«Vita! Storia. Civiltà. India. Lotta dell’uomo. Tutto!» Così, con questa spiccia definizione, Qurratulain Hyder, riassunse esemplarmente il contenuto di quest’opera.
Quarto secolo a.C., durante la stagione del monsone, quando le nubi sono gonfie di pioggia… Gautam Nilambar, studente dell’antica università della foresta di Shravasti, trova rifugio in una caverna e si imbatte in Hari Shankar, principe che desidera farsi monaco buddhista. Il principe è fratello di Champak, fanciulla affascinante e dall’intelletto acuto, di cui Gautam si innamora perdutamente.
È l’inizio di una meravigliosa saga che spazia attraverso buona parte della storia dell’India, dagli antichi regni hindu ai sultanati musulmani del Medioevo, dalla sfarzosa epoca dei nababbi dell’Oudh al Raj britannico, fino al periodo dell’Indipendenza e ai primi anni della diaspora degli indiani in Occidente.
Il fiume infuocato del tempo, con le sue correnti insondabili, unisce e separa i protagonisti: i personaggi ritornano in diverse epoche, e le loro vicende permettono  di dipingere un quadro sorprendente della storia indiana e della ricchezza delle tante culture che coesistono nel Subcontinente.
Fiume di fuoco è giustamente considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura indiana del Novecento e, oltre ad aver avuto un immediato, vasto e duraturo successo di pubblico e critica, ancor prima di essere tradotto in inglese ha esercitato una grande influenza – spesso, ma non sempre, dichiarata – su molti scrittori indiani anglofoni assai popolari in Occidente (fra gli altri Rushdie, Ghosh, Seth).
Qurratulain Hyder ha introdotto, come ha scritto il critico Aamer Hussein (che la considera un’antesignana di Salman Rushdie), «una miscela assolutamente originale di postmodernismo, che combina pastiche e umorismo pungente, brusche giustapposizioni, quadretti storici, sbalzi cronologici e voci multiple». La stessa Hyder dichiarò che una scrittura innovativa può includere «fatti, reportage, immaginazione, documenti storici, forma epistolare»,
Il romanzo, uscito nella versione originale urdu nel 1959, attinge perciò ai materiali letterari più disparati ed è modulato con straordinaria capacità di scrittura su una varietà di toni che vanno dall’epico al romantico, dall’ironico al tragico.

ordinabile a IBS

«Una saga epica postmoderna che mescola i generi spaziando dagli antichi regni indù a Ghandi. Da non perdere».
Raffaella De Santis, La Repubblica

 

«La Hyder era anche chiamata "Lady Gengis Khan" perché con la penna, come il grande sovrano mongolo con l'arco, "non sbagliava mai un colpo"».
Luigi Sampietro, Il Sole 24 ore

l'autore

Qurratulain Hyder

Qurratulain Hyder

Qurratulain Hyder (1926-2007), affettuosamente soprannominata Aini Apa, è considerata una delle piú grandi scrittrici indiane del Novecento e ha ricevuto prestigiose onorificenze, tra cui il Bharatiya Jnanpit, massimo riconoscimento letterario indiano. Carattere cosmopolita ed eclettico, la Hyder...