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Scheda libro

collana: Le Tavole d'Oro

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Hotel Calcutta

Autore: Sankar (Mani Shankar Mukherji)
Titolo: Hotel Calcutta

collana: Le Tavole d'Oro

ISBN 978-88-545-0346-5
Pagine 448
Euro 17,50

Anni Cinquanta: Calcutta si chiama ancora Calcutta e vive gli ultimi splendori del suo recente passato coloniale. Nella «striscia d'oro», la zona della città che gli inglesi chiamano Esplanade e gli indiani Chowringhee, il centro della vita mondana e dei grandi alberghi, si aggira Shankar, un ex babu, un giovane impiegato di un avvocato inglese dell'alta corte, anzi, per essere precisi, «dell'ultimo avvocato inglese dell'alta corte di Calcutta». L'illustre esponente del foro imperiale britannico è morto e il ragazzo si è ritrovato di colpo nel deserto di povertà e penuria da cui viene, e che credeva di essersi lasciato definitivamente alle spalle.
Per allontanare lo spettro della fame, vaga per la città cercando di vendere cestini per la cartastraccia fabbricati da un giovanotto di Madras, che oltre ai cestini non possiede altro che due paia di calzoni e una sudicia cravatta.
Per i dannati della terra come Shankar, basta il minimo temporale a distruggere l'oasi. Ma per fortuna non è sempre così. In un giorno in cui sonnecchia al parco di Chowringhee, si imbatte in uomo dalla pelle color mogano, lucida come le scarpe che hanno ricevuto il trattamento dai lustrascarpe di Dharmatala. È il detective Byron, il grande investigatore: per lui qualunque caso, per quantocomplicato o misterioso, è immediatamente «chiaro come la luce del giorno, trasparente come l'acqua». Byron gli trova un lavoro nell'albergo più antico e prestigioso dell'Esplanade: lo Shahjahan Hotel. E nell'istante in cui oltrepassa la soglia di quell'albergo di lusso, che sembra una vera e propria opera d'arte, Shankar si sorprende a entrare in un mondo nuovo, una città nella città, dove i tappeti sono così belli che se uno vi inciampa si rialza subito per non rovinarli, dove trecento ospiti al ristorante significano trecento diversi tovaglioli e altrettanti menu e carte dei vini. Dove la precedenza è rigorosamente riservata ai frequentatori più ricchi e famosi, e l'edificio reca l'impronta indelebile della vecchia aristocrazia.
In questa città nel cuore di Calcutta, nelle sue suite, al ristorante, al bar e dietro le sue quinte, si raccoglie un'umanità varia e disparata, con i suoi amori e le sue passioni, i sogni infranti e le gioie, le tragedie inaspettate e i trionfi: c'è Marco Polo, il gran capo dello Shahjahan con un enorme tatuaggio sul braccio sinistro e sul petto villoso; Connie, la ragazza del cabaret, una bellezza con gli occhi azzurri e i capelli platinati; Gomez, il direttore della banda musicale che nel tempo libero sogna un altro mondo abitato dal re della melodia; Karabi Guha, l'accompagnatrice che a tarda sera perde ogni grazia ed eleganza; Sudata Mitra, l'hostess abbagliante nel suo sari azzurro cielo; Sohrabji, il barman con la pelle del colore delle mele mature, un po' incurvato dal peso dell'età... personaggi teneri e commoventi e incallite canaglie, ognuno con la sua storia, a volte tragica e straziante, a volte sorprendente e incredibilmente intrigante. E, in mezzo a tutti quanti loro, c'è Shankar, il narratore, la voce vera della grande metropoli indiana negli anni del suo massimo splendore.

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«Ho letto Hotel Calcutta e mi ci sono perso per giorni. È stata un'esperienza indimenticabile, avvincente e commovente».
Vikram Seth

«Hotel Calcutta è uno di quei libri che non vorresti finire mai».
Vikas Swarup

«Un libro incantevole e che trabocca di vita... Succede di tutto nel vecchio, glorioso hotel, nelle sue suite lussuose come anche negli appartamenti della servitù. Nemmeno l'amore e la morte sono risparmiati. Sankar scrive di entrambi con semplicità e partecipazione. E i lettori non possono che essergli grati».
Guardian

«Un romanzo straordinariamente popolato come la città che evoca, pieno di personaggi che vanno magnificamente incontro al loro destino».
Sunday Times

«I seducenti personaggi di questo romanzo - l'enigmatico manager Marco Polo, l'affascinante receptionist Sata Bose, Karabi Guha, la tragica accompagnatrice, solo per citarne alcuni - sono ormai un cult. Grazie a velati racconti sulle vite private di celebrità reali, e grazie alla piacevole scrittura con cui intesse passato e presente, l'opera è diventata un classico della letteratura indiana».
The Hindu

«Uno dei capolavori della letteratura bengalese moderna».
Alessandro Monti, Ttl - la Stampa

«Nascono amori e tragedie, a metà strada tra Dickens e Bollywood».
Dario Pappalardo, il Venerdì

l'autore

Sankar (Mani Shankar Mukherji)

Sankar (Mani Shankar Mukherji)

Sankar (Mani Shankar Mukherji) è uno dei più grandi scrittori di lingua bengali. Il suo primo libro, Kato Ajanare, è considerato una pietra miliare della letteratura bengali. Nel 1962 scrisse Hotel Calcutta, divenuto poi uno dei film di culto della cinematografia indiana col titolo originario...