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ISBN 978-88-545-0225-3
Pagine 736
Euro 20,00
Gli scomparsi è la storia di un viaggio, cinque anni intorno al mondo per cercare di rispondere a una domanda che Daniel Mendelsohn si era posto ancora bambino molti anni prima: cosa è davvero accaduto allo zio Shmiel durante l’Olocausto?
Le favolose storie del nonno raccontavano un’infanzia passata nella città di Bolechow, Polonia, all’inizio del secolo, ma si interrompevano intorno al destino del fratello, di sua moglie e delle quattro figlie. I membri della famiglia evitavano di parlare del misterioso Shmiel, tranne qualche sussurro o frettolosa conversazione in yiddish. È da questi frammenti che Daniel avvia la sua ricerca.
Molti anni dopo Mendelsohn scopre una serie di lettere disperate che Shmiel indirizza al nonno nel 1939 ed è colpito dai frammentari racconti di un terribile tradimento. Decide allora di trovare i testimoni del destino dei suoi parenti, gli unici dodici ebrei di Bolechow ancora in vita. La ricerca lo condurrà insieme al fratello Matt (un fotografo le cui immagini illustrano il libro) attraverso quattro continenti, per confrontarsi con le abissali discrepanze tra la verità e la finzione, tra il ricordo e i fatti, tra il racconto e la realtà. Il viaggio si concluderà nel paese dove tutto ebbe inizio e dove ancora a distanza di decenni le tracce di quegli eventi attendono un testimone.
Sospeso tra il presente e un oscuro passato, Gli scomparsi è un’odissea e un viaggio nella memoria e nell’infanzia, nel tormento di una generazione cancellata. Al tempo stesso è una provocatoria e inedita riflessione sulla tradizione ebraica e sui testi biblici, cronaca di una tragedia universale, appassionata commemorazione. Un racconto morale e letterario capace di accostare il dolore e l’erudizione riscattando ciò che il tempo smarrisce.
«Daniel Mendelsohn, autore di uno splendido libro a metà tra il saggio e il romanzo titolato Gli Scomparsi».
Francesca Borrelli, Il Manifesto
«Epopea di un popolo e documento storico, memoriale e biografia della famiglia dell'autore narratore: Gli scomparsi è un po' tutto questo, ma è soprattutto una riflessione sul significato del bene e del male nella nostra storia individuale e collettiva».
il Foglio
«Lontano da ogni luogo comune nel raccontare il dolore, Mendelsohn si situa da un'altra prospettiva rispetto ad Auschwitz."
Lara Crino, Il Venerdì
«Un vero e proprio romanzo storico di testimonianza».
Giorgio Montefoschi, Io donna
«Gli scomparsi è una storia vera e allo stesso tempo un romanzo di altissimo livello. [...] Se Gli Scomparsi riesce a farsi leggere per più di 700 pagine senza stancare è grazie alla sua scrittura moderna e personale, priva di retorica e allo stesso tempo piena di verità».
Daria Bignardi, Donna Moderna
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