Neri Pozza [0]

Elenco delle collane Neri Pozza

cerca un libro

newsletter

Iscrivetevi alla nostra newsletter, sarete sempre aggiornati su tutte le nostre iniziative e pubblicazioni.




 Autorizzo al trattamento dei miei dati ai sensi della legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003)

Scheda libro

collana: Bloom

ritorna

Il paese del male

Autore: Domenico Quirico
Titolo: Il paese del male

collana: Bloom

ISBN 978-88-545-0794-4
Pagine 176
Euro 15,00

Nella storia della letteratura, numerose sono le pagine capaci di condurre il lettore davanti all’«ineffabile vergogna», al mistero di «incomprensibile e cieco dolore» del male.
Nulla però eguaglia per potenza narrativa le pagine di coloro che hanno realmente vissuto l’offesa del male; gli eventi, le azioni, i piccoli gesti in cui si manifesta; l’umiliazione, per dirla con Primo Levi, di poter morire «per un pezzo di pane» oppure «per un sì o per un no».
Il 6 aprile 2013 Domenico Quirico e Pierre Piccinin da Prata imboccano un sentiero pietroso che serpeggia tra le montagne e i ciliegi in fiore piantati sui contrafforti dell’Anti-Libano e penetrano in Siria. Sono in compagnia di coloro di cui vogliono narrare le gesta: i miliziani dell’Armata siriana libera, gli oppositori di Bashar Assad, i ribelli, i rivoluzionari. Al loro passaggio i petali bianchi si staccano dagli alberi e fluttuano nell’aria fresca della primavera.
Qualche giorno dopo, nei pressi della città di al-Qusser, in una notte buia in cui nulla sembra vivere, l’Armata siriana libera li consegna a un gruppo di incappucciati che, sparando raffiche di mitra, li trascinano sul loro pick up.
Seguono cinque mesi di strazio e di ira, di furia e rancore, di miserevole ingiustizia, resa ancora più tale perché inflitta da coloro che si credevano amici. Mesi trascorsi in stanzette sudice, in botole infami e luride prigioni, dove la luce è sempre accesa perché la voglia di dormire pesi tanto da far dimenticare ogni cosa; e dove il carceriere ordina di ripetere complicate parole arabe, mulinando il bastone, oppure si diverte a fingere di sparare alla tempia del prigioniero prima di andare a dirigere la preghiera, in prima fila, al suo Dio.
Mesi in cui si diventa non il Nemico da rispettare, ma il Cristiano da disprezzare, l’Occidentale da schernire con un riso stridente e lacerante; mesi in cui non resta che la nausea di appartenere al genere umano.
Le pagine che seguono sono la cronaca sconvolgente di questa prigionia. Sono pagine che colpiscono al cuore e, ad un tempo, insegnano qualcosa di fondamentale: che non possiamo volgere lo sguardo altrove se, non lontano da noi, l’orrore della guerra è penetrato a tal punto nell’animo degli uomini da trasformare un paese intero in una terra desolata in cui il male «dispiega tutti i suoi stati; l’avidità, l’odio, il fanatismo, l’assenza di ogni misericordia», e in cui «persino i bambini e i vecchi gioiscono ad essere cattivi».

ordinabile a IBS

«Per conoscerlo, il Male, venite con me nelle stanzette sudice, nella botola infame e nelle luride prigioni dove dei siriani tenevano sempre la luce accesa perché la voglia di dormire, irresistibile e agognata, venisse interrotta e pesasse tanto da far dimenticare tutto e ogni cosa. Conoscerete gli uomini che mi hanno umiliato, in quanto occidentale e in quanto cristiano, per cinque mesi, imponendomi una solitudine insoffribile».
Domenico Quirico
 
La stampa italiana:

«In Siria, oggi, solo chi è più violento sopravvive».
Il Corriere della Sera

«La vera tragedia sono quei 20 milioni che sono rimasti lì, compresi quelli che mi hanno tenuto prigioniero. Eravamo tutti prigionieri di questa Storia, in cui sono già morte centoventimila persone».
Domenico Quirico- Il Corriere della sera

«Una volta Conrad ha detto che non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del Male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità».
Stefano Malatesta - La Repubblica

«In passato avevo visto rabbia, volontà di battersi, di vendicare il “martire”; qui c’è soltanto puro dolore, vuoto, silenzio. Ciò che il mondo conosce meglio di qualunque altra cosa – la speranza – «in Siria» ci si è abituati a perderla».
Domenico Quirico - La Stampa

«Nessun gesto di pietà, mai». «L’orrore è che gli aguzzini interrompono le sevizie per mettersi a pregare. "L’Islam che io ho conosciuto è soltanto rito, gesti vuoti, un universo privo di compassione”».
Cesare Cavalleri - Avvenire

«La vita non disillude, la vita ha una sola parola e la mantiene. Gli uomini, solo gli uomini deludono». E’ un libro travolgente».
Pierluigi Vercesi - Sette (Il Corriere della Sera)

«Si apprende anche ciò che si preferirebbe non sapere sulla più difficile delle condizioni umane, quella in balìa dell’odio altrui».
Elisabetta Rosaspina - Sette (Il Corriere della Sera)

«Per loro, per i banditi, non ero più un giornalista. Ero diventato io l’altro, il nemico».
Ettore Boffano - Il Venerdì (La Repubblica)

«La vita quotidiana da prigioniero, il cibo gettato per terra, le botte e le finte esecuzioni con la pistola puntata contro, la speranza che fa a pugni con la ferocia di chi ti ha tolto la libertà».
Manuela Sasso - Diva e Donna

l'autore

Domenico Quirico

Domenico Quirico

Domenico Quirico è giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino...

dello stesso autore: