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ISBN 978-88-545-0249-9
Pagine 400
Euro 17,00
Collana: Il cammello battriano
In Cina vi è una strada nera e logora che si scaglia nel deserto del Gobi come una freccia. Non è solo una vecchia strada. È la Strada Madre della Cina, si chiama Route 312. Quattromilacinquecento chilometri, da Shanghai fino al confine col Kazakistan, che nel deserto del Gobi, lo spietata distesa di sabbia in cui sparivano un tempo intere carovane di cammelli coi loro preziosi carichi di spezie e porcellane, si congiungono con la Via della Seta.
Lungo la Route 312 è raro vedere oggi cammelli. Si possono però quotidianamente scorgere migliaia di cinesi in cammino, viandanti di un’epoca straordinaria: l’epoca della Cina dell’inizio del XXI secolo, una nazione in perenne movimento, in cui si calcola che centocinquanta-duecento milioni di persone abbiano già lasciato i villaggi natali per cercare lavoro nelle città dello sterminato paese asiatico. La più grande migrazione nella storia dell’umanità.
In Cina questa gente comune viene chiamata lao bai xing, letteralmente i «Vecchi Cento Nomi», secondo un’antica leggenda che vuole che tutta la popolazione sia costituita da non più di un centinaio di ceppi familiari. La vita dei Vecchi Cento Nomi sta subendo oggi una trasformazione senza precedenti nella storia cinese.
La Cina ha scalzato l’Inghilterra dal quarto posto nella classifica delle maggiori potenze economiche mondiali; ha accumulato riserve di valuta straniera per circa mille miliardi di dollari ed è diventata un laboratorio mondiale.
Viaggiando lungo l’intera 312, Rob Gifford svela il ricco mosaico della moderna vita cinese e gli sconvolgimenti che essa produce nella psiche e nei comportamenti dei Vecchi Cento Nomi, della gente comune. Attraverso la voce di loquaci ospiti di talk show e yuppie ambiziosi, contadini poveri e prostitute, venditori di cellulari e monaci tibetani incontrati nelle piazzole di sosta della Route 312, Gifford ci restituisce la realtà effettiva di una immensa nazione, un paese dove, al di là delle astratte statistiche di economia, è in corso un’imponente avventura che, come tutte le avventure di tal fatta, genera grandi speranze e altrettanto grandi miserie umane.
William C. Kirby, direttore del Fairbank Center for East Asian Research della Harvard University
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